Toscana

AMBIENTE: TOSCANI IN TESTA PER PRODUZIONE RIFIUTI; ARTUSA: POTENZIARE RACCOLTA DIFFERENZIATA

Più raccolta differenziata, meno produzione. Sono le strategie della Toscana indicate dall’assessore regionale all’ambiente, Marino Artusa, in tema di rifiuti. L’obiettivo è abbatterne la produzione del 15% in cinque anni e portare la raccolta differenziata dal 33,4% di oggi al 50%. Artusa ne ha parlato nel corso del convegno a Firenze “Rifiuti o risorse?”, a cui in mattinata sono intervenuti esponenti del mondo delle associazioni, delle categorie economiche e delle istituzioni. Fra questi, il sottosegretario all’ambiente, Roberto Tortoli, l’assessore regionale alle riforme istituzionali, Agostino Fragai, il presidente della commissione regionale ambiente, Erasmo D’Angelis e il presidente dell’Anci Toscana, Paolo Fontanelli. Nel corso del convegno sono state diffuse anche le stastiche, elaborate da Cispel Confservizi Toscana.I toscani sono i maggiori produttori di rifiuti solidi urbani in Italia. Nel 2003, ogni abitante della regione ha gettato nel cestino 680 chilogrammi di immondizia, contro i 648 della seconda classificata, l’Emilia Romagna. Nel 2004, il dato toscano è passato a 693 chilogrammi all’anno, confermando, in base ai dati degli uffici della Regione, il primato nazionale. Nel 2003, la produzione media procapite nel centro Italia è stata di 600 chilogrammi all’ anno, mentre quella nazionale è stata di 524. Nel 2004, in Toscana si sono prodotti poco meno di 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani. In pratica, ogni toscano ne ha prodotti circa 1,8 chilogrammi al giorno. Quindici anni fa, il dato procapite giornaliero si attestava intorno al chilogrammo.

Fra gli strumenti per potenziare la differenziata, Artusa include “il metodo di raccolta porta a porta, che sta già dando ottimi risultati”. In più, “la Regione sta studiando la possibilità di accordi con i produttori e con le grandi catene di distribuzione per ridurre la produzione di rifiuti”. Perché “i termovalorizzatori non sono la soluzione”, ha aggiunto Artusa.

Riguardo agli speciali e pericolosi “mentre dei rifiuti solidi urbani abbiamo una rigorosa tracciabilità – ha detto Artusa – e ne conosciamo il percoso fino all’ ultimo chilogrammo, per quelli speciali non esiste l’ obbligo di smaltimento entro i confini regionali, e pertanto possono avere molteplici destinazioni e sfuggire ai controlli. La quantità di rifiuti speciali prodotti in Toscana è di circa 7,4 milioni di tonnellate annue, di cui circa 300.000 tonnelate di rifiuti pericolosi, a fronte di 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani. Ma le possibilità tecniche per mettere in atto un percorso di tracciabilità per gli speciali oggi ci sono grazie ai sistemi di rilevamento satellitare”.

Per D’Angelis, “la produzione di rifiuti, in Toscana, è in costante crescita: in 15 anni è praticamente raddoppiata. Ma la Regione ha la forza per imprimere la necessaria svolta a un sitema di smaltimento che rimane quasi medievale, visto che la maggior parte dei rifiuti finisce ancora nella discarica”, sottolinenando che “qua l’ecomafia non ha diritto di cittadinanza”. (Fonte: ANSA).