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ANNAN PRESENTA RAPPORTO SU RIFORMA DELLE NAZIONI UNITE

Il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha presentato oggi all’Assemblea generale la sua proposta per una vasta riforma dell’Onu, la più radicale dalla nascita dell’organismo nel 1945. “Possiamo rendere la gente in ogni parte del mondo più sicura, più prospera e in grado di godere al meglio dei propri diritti umani fondamentali” ha detto Annan ufficializzando un rapporto intitolato “In una libertà più grande (Larger freedom). Verso la sicurezza, lo sviluppo della società e i diritti dell’uomo per tutti”, parole tratte dal preambolo della Carta dell’Onu. Nelle otto pagine conclusive, il documento sintetizza le scelte che i 191 Paesi membri sono esortati ad accogliere, in vista del vertice del prossimo settembre per il 60esimo anniversario delle Nazioni Unite.

Annan chiede di ristrutturare l’Onu partendo da tre organi operativi, il Consiglio di sicurezza, il Consiglio Economico e Sociale (Ecosoc) e un inedito Consiglio per i diritti umani, organismo autonomo eletto direttamente dall’Assemblea, che sostituirebbe l’attuale Commissione per i diritti umani dipendente dall’Ecosoc. Per quanto riguarda il Consiglio di sicurezza, pur non compiendo una scelta di campo, il segretario generale ha invitato i Paesi membri a varare la riforma entro il 2005, anche in assenza di un consenso sul modello da scegliere.

Le opzioni, proposte dalla ‘commissione dei Saggi’ che ha studiato la riforma sono due, conosciute come ‘Modello A’ e ‘Modello B’: entrambe prevedono di portare a 24 i membri del Consiglio di sicurezza, dai 15 attuali (cinque permanenti e 10 non permanenti), seppure con alcune differenze. In ogni caso, è il parere di Annan, il Consiglio “deve essere ampiamente rappresentativo delle realtà del potere nel mondo di oggi” e la precedenza, come nuovi membri, va data a Paesi che contribuiscono di più “in termini finanziari, militari e diplomatici” alla vita dell’Onu. Il segretario generale sostiene inoltre la proposta dei Saggi di creare una definizione unanime di terrorismo, inteso come “qualunque azione che mira a causare la morte o seri danni fisici a civili o non-combattenti, con l’obiettivo di intimidire una popolazione o spingere un governo o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un atto”. Non solo: Annan, che esorta tutti a «cooperare pienamente con la Corte penale internazionale», intende promuove il varo di una risoluzione con cui si definiscano chiaramente i principi e le modalità per il ricorso dell’uso alla forza da parte dei Paesi dell’Onu, nonché una riforma del meccanismo di ‘peacekeeping’ che coinvolga sempre di più forze di organizzazioni regionali come l’Unione Africana o l’Unione Europea. Per quanto riguarda gli ‘Obiettivi del Millennio’, al fine di accelerare il loro raggiungimento Annan chiede ai Paesi Onu di indicare con esattezza i tempi per portare la percentuale del loro Prodotto interno lordo (Pil) destinata agli aiuti allo sviluppo verso la soglia dello 0,7% fissata per il 2015. Misna