Toscana
ASIA, DOPO MAREMOTO: ALLARME ONU SULLA ‘GENERAZIONE TSUNAMI’
Le Nazioni Unite lanciano l’allarme sulla generazione tsunami’, ovvero i tanti bambini rimasti orfani, feriti, privati di ogni bene e a rischio malattie a causa del maremoto che il 26 dicembre scorso ha travolto il sudest asiatico. Probabilmente abbiamo sottovalutato l’impatto della catastrofe sui bambini ha detto Wivina Belmonte, portavoce dell’Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia), fornendo una stima ancora provvisoria e da verificare, secondo cui i minori sarebbero almeno un terzo dei circa 150.000 morti nel maremoto. Inizialmente i più piccoli non stati in grado di affrontare la violenza delle acque e, in seguito, sono stati i primi a soffrire della mancanza di acqua e cibo, perciò temiamo che il numero delle vittime tra i minori possa salire.
Ricordando che circa la metà della popolazione di alcune delle zone danneggiate dal maremoto ha meno di 19 anni, l’Unicef ha lanciato un appello alla comunità internazionale per raccogliere 81 milioni di dollari in soccorso dei bambini colpiti in vario modo dalla tragedia, stimati in circa 1,5 milioni. Il danaro dovrebbe servire per aiuti immediati e urgenti, tra cui vaccini per prevenire malattie infantili, fornitura di acqua potabile, servizi sanitari adeguati e alimentazione mirata per bimbi malnutriti e donne in gravidanza.
L’Unicef ha inoltre indicato quattro priorità per salvare le piccole vittime del maremoto: garantire la sopravvivenza dei bambini superstiti; prendersi cura di quelli separati dai familiari; garantirne la protezione dallo sfruttamento; e aiutarli a superare il trauma. Un messaggio analogo arriva da Antonio Raimondi, presidente del Vis (Volontariato internazionale allo sviluppo), organizzazione non governativa promossa dal Centro Nazionale Opere Salesiane’ (Cnos). Se non mettiamo immediatamente in atto azioni concrete di ricostruzione e programmi di sviluppo umano – sostiene Raimondi – rischiamo che, insieme alle migliaia di vite umane decedute, sia spazzato via dall’onda dello tsunami il futuro di migliaia di bambini.
Anche Mani Tese’, organismo non governativo di cooperazione allo sviluppo attivo dal 1964 a livello nazionale ed internazionale per favorire l’instaurazione di nuovi rapporti fra i popoli, ha ribadito l’impegno a favore dei nuovi orfani del sudest asiatico. In un comunicato pervenuto ai media, Mani Tese’ ha sottolineato che l’impegno deve essere portato avanti affidandosi alle organizzazioni locali e promuovendo il sostegno e la crescita delle intere comunità in cui i bambini vivono.