Tutto poggiava sulla sicurezza che una Banca non potesse fallire e che le obbligazioni subordinate avessero un rischio basso o medio-basso. Effettivamente in Italia non accadeva dagli anni ’20 del ‘900 che un Istituto di credito fallisse e gli stessi Commissari della Cassa di Risparmio di Ferrara erano ricorsi all’emissione di obbligazioni subordinate. Obbligazioni che nel caso di Banca Etruria avevano rendimenti al di sopra di ogni sospetto, eravamo intorno al 3%. Erano queste le convinzioni che hanno spinto i dipendenti di Banca Etruria, senza alcun incentivo, a offrire, spesso ad amici e parenti, le famigerate obbligazioni subordinate azzerate dal decreto salvabanche. L’Assodige – l’Associazione che riunisce pensionati e dipendenti di Banca Etruria – non lesina critiche alla Banca d’Italia e all’operato del Governo, definito inadeguato, dannoso e fautore di una vera e propria guerra tra poveri. Le interviste al vicepresidente Giovanni Grazzini e a Fabio Faltoni, membro del Consiglio di Assodige.Servizio di Luca Primavera. Riprese di Gianni Stanganini.TSD Notizie del 21 dicembre 2015.