Dovrebbe essere varato entro questa settimana il decreto del ministero dell’economia che faccia chiarezza su criteri e tempistiche per accedere ai rimborsi per coloro che hanno visto cancellati i propri investimenti in obbligazioni subordinate e azioni di Banca Etruria. Forse la situazione sarà più chiara venerdì quando si svolgerà un nuovo incontro promosso da Federconsumatori presso la Camera di Commercio di Arezzo per verificare i nuovi passi da compiere. Così, mentre non si placa la tensione tra risparmiatori beffati e management del vecchio e del nuovo istituto di credito ogni giorno affiorano particolari che hanno portato al crack e fioriscono le ricostruzioni degli scenari nei quali si sarebbe consumato il destino dell’Istituto. Il quotidiano Libero parla per esempio di uno scontro tra Governo e Banca D’Italia che avrebbe lasciato vittime sul campo i 4 istituti commissariati, mentre il Corriere della Sera riporta stralci della relazione della Banca d’Italia dove emergono comportamenti omissivi da parte del management di Banca Etruria in merito al risanamento della gestione, al taglio dei compensi ai manager, ma anche l’insistenza a perseguire “una strategia dilatoria, restia a implementare decise misure correttive, necessarie a creare le premesse per l’effettivo interesse di un eventuale partner”. In quest’ambito viene richiamata l’offerta simbolica da 1 euro ad azione presentata dalla Popolare Vicenza rifiutata dal Cda di Banca Etruria a metà 2015. Una scelta sensata secondo il ministro Maria Elena Boschi, ma che evidenzia alcuni distinguo. A rompere gli indugi è stato Miguel Gotor, anch’esso esponente del Pd ma di osservanza bersaniana, che ha consigliato al ministro di evitare di continuare a intervenire nella vicenda visto il ruolo giocato da suo padre nel Cda di Banca Etruria.Servizio di Luca Primavera. TSD Notizie dell’11 gennaio 2016.