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Banca Etruria, circa 300milioni di euro i danni

Un’azione di responsabilità con una stima che si aggira intorno ai 300 milioni di euro. Questo quanto il liquidatore si appresta a chiedere come risarcimento nei confronti di chi guidava Banca Etruria. Una cifra ancora non definitiva, ma che rende l’idea di quanto un domani potrebbero essere risarciti i risparmiatori che hanno visto bruciare i loro investimenti in titoli di Banca Etruria. Nel mirino dell’azione di responsabilità ci sono le passate gestioni dell’Istituto aretino, mentre la new bank è anch’essa pronta a costituirsi parte civile contro i vecchi manager e consiglieri. Prima di arrivare in tribunale però dovranno essere individuate le condotte della cattiva gestione che hanno portato al dissesto, come per esempio alcuni prestiti discutibili o i presunti conflitti di interesse tra consiglieri dell’istituto e titolari di società con affidamenti, e individuare i potenziali “responsabili”, i soggetti cioè contro i quali rivalersi. Un procedimento ricco di incognite anche perché non ci sono precedenti in tutta Europa. È in questo clima che l’amministratore delegato di Nuova Banca Etruria Roberto Bertola incontrerà il 7 gennaio una delegazione delle «vittime del salvabanche», una delle associazioni nate dopo l’azzeramento degli investimenti di migliaia di cittadini. Un incontro che vorrebbe inaugurare un clima più disteso mentre continuano a moltiplicarsi proteste dentro e fuori le filiali. Anche perché nonostante lo stanziamento di 100 milioni di euro da parte del governo non c’è certezza su tempi e procedure per poter riavere i soldi, in attesa che arrivi un decreto del ministero dell’Economia che faccia chiarezza. Intanto Adusbef e Federconsumatori il 5 gennaio presenteranno un ulteriore esposto a 9 procure della Repubblica con la richiesta di incriminare Giuseppe Vegas ed altri dirigenti della Consob per non aver vigilato sulle banche quotate in Borsa, fra cui Bpel.