Toscana
BOSNIA-ERZEGOVINA: I VESCOVI DENUNCIANO INGIUSTIZIE E VIOLAZIONI AI DANNI DELLA MINORANZA CROATA
Una forte denuncia contro le ingiustizie nate dopo gli accordi di Dayton del 1995 ed un appello per una pace giusta e durevole. E’ quanto è emerso dalla 33ª assemblea plenaria dei vescovi di Bosnia-Erzegovina che si è svolta a Mostar dal 16 al 18 marzo scorso. In occasione del decimo anniversario della fine della guerra scrivono i vescovi nel comunicato finale vogliamo non solo evidenziare il fallimento di alcuni progetti previsti dagli Accordi di Dayton ma anche le molte ingiustizie che ne sono derivate dopo il 1995. Non abbiamo mai cessato di denunciare, anche in nome dei fedeli delle nostre diocesi, in maggioranza croati, le numerose violazioni dei diritti umani e delle libertà nazionali. E la più grande ingiustizia secondo i vescovi è che attraverso gli orrori della guerra, la pulizia etnica e l’occupazione territoriale, la popolazione di fede cattolica si è praticamente dimezzata.
Non sorprende proseguono i presuli solo qualche anziano ha deciso di fare ritorno a casa mentre i giovani se ne sono andati, complice la difficile situazione della nazione in cui si registrano disoccupazione e insicurezza sociale, causata da attacchi violenti contro cose e persone ed una forte resistenza contro il ritorno degli esiliati. Ma la cosa più dolorosa è che le forze internazionali incaricate di ristabilire pace e sicurezza economica ai cittadini ed il rispetto di ogni etnia, sono sempre più visti come rappresentanti di protettorati stranieri e difensori di interessi privati. Gli stessi politici locali, nel difendere interessi di alcuni gruppi e partiti, hanno solamente allungato l’agonia dei cittadini di questa nazioni.