E’ un quadro a tinte fosche quello che emerge dal tavolo di confronto sul futuro di Cadla e DueGi, organizzato dal sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani e che ha visto la partecipazione, oltre che dei lavoratori e dei sindacati, anche delle istituzioni e delle associazioni di categoria.Tutti soggetti che concretamente non possono fare niente per salvare la sorte dell’azienda, ma che mettono in campo gli strumenti a loro disposizione: il tavolo di crisi in Comune diventerà permanente; i consiglieri toscani De Robertis, Manneschi, Ammirati e Chiurli hanno annunciato la presentazione di una mozione in Consiglio regionale e l’incontro con l’assessore Simoncini il prossimo 1° agosto.197 addetti Cadla, quelli più in pericolo, 600 per la DueGi e circa 300 dell’indotto: questi i numeri del personale a rischio, che il sistema Conad non potrà assorbire in toto. La DueGi sta infatti per chiudere le due trattative con Conad Tirreno e Conad Umbria per la vendita di circa 25 punti vendita in totale. Rimarrebbe fuori una dozzina di negozi, ma soprattutto la piattaforma Cadla di San Marco. C’è poi da affrontare il problema dei fornitori locali di Cadla, fortemente a rischio: per loro il presidente della Camera di Commercio Andrea Sereni si sta attivando con i colleghi di Livorno e Perugia.Le interviste a Marco Bernacchia, dipendente Cadla; Lucia De Robertis, Consigliere Regione Toscana; On. Marco Donati, parlamentare PD; Giuseppe Fanfani, sindaco di Arezzo.Servizio di Beatrice Bertozzi. Riprese di Riccardo Ciccarelli.TSD Notizie del 28 luglio 2014.