I sei impianti a biomasse per la produzione di energia elettrica, che dovrebbero essere collocati in località Renaia tra Ossaia e Campaccio sono l’argomento d’obbligo nelle discussioni di questi giorni nel cortonese. Sul problema che riscalda gli animi e provoca prese di posizioni antitetiche interviene il sindaco di Cortona, Andrea Vignini che, in un ampio comunicato stampa, prova a mettere ordine nella vicenda. «Tutto incomincia afferma il primo cittadino con la presentazione al Comune di Cortona di sei domande di autorizzazione per la realizzazione e l’esercizio di sei distinti impianti a biomasse per la produzione di energia elettrica, ciascuno della potenza di 0,256 Mwe (megawatt elettrici), da realizzarsi in località Renaia da parte di sei distinte aziende. L’autorizzazione di questi impianti, essendo di potenza superiore a 0.250 Mwe, è di esclusiva competenza della Provincia. In seguito alle vigenti disposizioni, la Provincia ha convocato l’apposita Conferenza di servizi alla quale sono state invitate a partecipare tutte le amministrazioni interessate alla realizzazione e all’esercizio degli impianti, nonché i gestori di opere pubbliche o di interesse pubblico aventi interferenze con gli impianti progettati». Il sindaco Vignini ripercorre quindi tutta la prassi procedurale, iniziata il 13 gennaio 2009 con la Conferenza dei servizi. «Nella seconda seduta prosegue il sindaco il Comune di Cortona chiede chiarimenti in merito all’utilizzo di olio di palma che risulta espressamente controindicato dal Piano di indirizzo energetico regionale (Pier). Perciò le Società illustrano come l’olio di palma verrebbe utilizzato esclusivamente in una prima fase di circa due anni per passare all’utilizzo di altro olio, e precisamente olio di «Jatropha curcas», proveniente da filiera certificata e prodotto in Nigeria all’interno di un progetto di sviluppo socio-economico di quel paese. È bene chiarire che, dal punto di vista delle emissioni serra, la «Jatropha» può essere considerata carbon-neutral (cioè ad impatto zero): infatti durante la combustione emette quantità irrisorie di anidride carbonica». Il sindaco spiega poi come, da parte del Comune di Cortona e della Conferenza dei servizi, siano state effettuate tutte le verifiche relative all’eventualità di emissioni nocive riguardanti i vari aspetti (ambientali, edilizi, salute e sicurezza). A questo punto la Conferenza dei servizi ha espresso il proprio assenso, prospettando però delle prescrizioni cautelative. «Nell’autorizzazione rilasciata dalla Provincia continua il sindaco Vignini sono chiaramente previste azioni costanti di monitoraggio al fine di verificare, oltre al rispetto dei limiti emissivi, anche il rispetto di tutte le prescrizioni impartite alle sei società».Per quanto riguarda l’obiezione circa l’inquinamento acustico, il comunicato fa rilevare che le necessarie verifiche sono state effettuate considerando tutte le sei attività come se fossero un unico impianto. «Credo che sia opportuno ricordare sottolinea il sindaco che stiamo parlando di impianti di limitatissime dimensioni, equiparabili a cinque-sei motori diesel da camion».Sull’argomento interviene anche l’assessore provinciale all’ambiente e all’energia Andrea Cutini che afferma: «L’autorizzazione è stata data con sei distinte delibere dalla Giunta provinciale ed è arrivata al termine di un procedimento adottato sulla base della legge regionale sulla produzione di energia rinnovabile. Sul combustibile utilizzato la Provincia di Arezzo ha richiesto un pronunciamento da parte del settore energia della Regione Toscana che ha dato il nulla osta. Questi due olii (di palma e di Jatropha) sono presenti nel mercato italiano e internazionale e la loro commercializzazione, lecita in Italia, non è vietata per la produzione di energia elettrica e di calore nel rispettosi alcune condizioni. Posso garantire che gli atti emessi dalla Provincia sono frutto di un condiviso esame con il rilascio di autorizzazioni contenenti specifiche prescrizioni per la realizzazione e l’esercizio degli impianti».