Vita Chiesa

CHIESA E POLITICA: SEMINARIO CEI, L’ATTITUDINE EDUCATIVA SI MISURA NELLA PASTORALE ORDINARIA, NON IN MOMENTI SPECIALI

“Nell’affrontare il tema dell’educazione al sociale e al politico oggi, siamo chiamati a tenere presente quanto dice la Nota pastorale Cei ‘Le comunità cristiane educano al sociale e al politico’ del 1998, quando ricorda che l’attitudine educativa di una comunità si misura nel vissuto quotidiano della pastorale ordinaria, da quanto sa educare nella catechesi, in quella giovanile e degli adulti”: lo ha detto stamane a Roma, in apertura del seminario di studio su “L’educazione al sociale e al politico nella pastorale ordinaria dopo Verona” il direttore dell’ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, mons. Paolo Tarchi. Presenti una quarantina di direttori regionali della pastorale sociale, docenti e studiosi, ricercatori e animatori culturali, il seminario si è aperto con la relazione di base di mons. Franco Giulio Brambilla, docente di cristologia e antropologia teologica e preside della Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale. “Ci troviamo a metà strada tra il convegno ecclesiale di Verona e la settimana sociale di Pistoia-Pisa – ha aggiunto mons. Tarchi – e occorre riflettere sull’impatto a livello ecclesiale e pastorale delle riflessioni, dei contenuti e dei metodi del convegno di Verona in vista della 100° settimana sociale che metterà al centro dell’attenzione il ‘bene comune’”.

“Parlare di educazione al sociale e al politico significa affermare che la comunità cristiana ha a cuore la presenza di un laicato che sia capace di un rapporto maturo con la fede e di scelte responsabili nel campo civile. Tali persone, quando sono davvero in grado di contribuire a sistemare e migliorare la grammatica sociale, quindi di agire ‘concretamente’ nella storia, valgono quanto quelli che, nel volontariato, aiutano a dar da mangiare ai più poveri”, ha detto mons. Franco Giulio Brambilla. “Sappiamo che oggi c’è disaffezione verso la politica – ha aggiunto – e ciò deriva forse dall’esperienza negativa o almeno non esaltante delle figure concrete di impegno politico. Ma a noi credenti è chiesto di sapere reinterpretare appieno il significato della dedizione alla città degli uomini, il suo valore insostituibile non solo per il buon funzionamento della città, ma anche per la vita della persona e lo sviluppo dell’identità personale”.

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