Toscana
Coldiretti: qualità del territorio, Toscana sul podio
Nella classifica nazionale della qualità agroterritoriale, misurata con indicatori specifici e di sintesi, la Toscana guadagna un ambizioso terzo posto alle spalle di Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige. Si tratta di un «bronzo» che vale un «oro», anche perché viene assegnato da una ricerca, nata per misurare i punti di forza di tutte le realtà territoriali italiane, comprese quelle di piccole dimensioni che, con i tradizionali parametri quantitativi, usualmente, vengono penalizzate. Questo significa che la nostra regione, pur avendo una dimensione importante e caratteristiche complesse, mostra una performance di tutto rispetto. Oltre a posizionarsi bene in alcune hit specifiche, come quella dei prodotti tradizionali evocativi, delle dopigp, e dell’agriturismo, viene premiata dall’indicatore finale di sintesi, un indicatore multidimensionale che regala alla Toscana un terzo posto lusinghiero, alle spalle di due regioni che hanno caratteristiche decisamente più omogenee.
È quanto emerge dallo studio commissionato da Coldiretti e Legambiente ad Ager, i cui dati sono stati presentati da Alessandra Lucci, presidente Coldiretti Toscana, e da Ermete Realacci, presidente onorario Legambiente. «Di fronte alla spregiudicatezza e alla concorrenza sleale di certi paesi, il legame con il territorio e l’indicazione dell’origine del prodotto in etichetta diventano un elemento indispensabile di difesa e di garanzia della produzione nazionale», ha detto Alessandra Lucci.
«Oggi più che mai la Toscana, come tutta l’Italia, ha bisogno di qualità», ha ribadito anche il Presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci, presente all’incontro. «Qualità della vita, mentre le città sono preda del traffico e dello smog; qualità dei prodotti, perché i paesi emergenti stanno invadendo le fasce basse del mercato, e ricerca, sul gusto, sulle tradizioni che nessuno può delocalizzare. Insomma, su ciò che ha reso il made in Italy famoso nel mondo. I prodotti tipici e la qualità agroterritoriale di cui sono espressione rappresentano una parte decisiva in questa scommessa», ha concluso Realacci aggiungendo: «I piccoli comuni in particolare sono la patria dell’eccellenza enogastronomica.