Toscana

COOPERAZIONE SENZA SOLDI, TOSCANA LAVORA A LOBBY TRASVERSALE IN PARLAMENTO; INCONTRO CON LE ONG

All’appello del Consiglio regionale della Toscana per evitare i tagli di 250 milioni di Euro della Legge Finanziaria e per una nuova legge sulla cooperazione internazionale hanno risposto i parlamentari Stefano Boco (Verdi) e Monica Baldi (Forza Italia) e l’esponente nazionale Ds Nicola Manca, che assieme al vicepresidente Enrico Cecchetti hanno incontrato le rappresentanze delle Organizzazioni non Governative.In Palazzo Panciatichi oggi si è discusso in un convegno sul ruolo dell’Italia nelle cooperazione, anche a seguito della mozione n. 792 approvata dal Parlamento toscano il 23 novembre scorso.

“La necessità di perseguire obbiettivi di risanamento dei conti pubblici del nostro Paese – dice la mozione – non può comportare la riduzione del già esiguo impegno economico dell’Italia a favore di iniziative di cooperazione allo sviluppo”. Ciò anche per l’importanza che la Toscana riveste nel settore, con circa 1.400 soggetti che hanno in corso iniziative di cooperazione, –ha spiegato Cecchetti – ed anche a seguito dei lavori dell’apposita Conferenza regionale, che ha identificato tre linee di lavoro: coordinamento degli organismi; sostegno e qualificazione degli aiuti; coinvolgimento della comunità di immigrati residenti.

Secondo Cecchetti il congelamento dei fondi, previsto dalla Legge Finanziaria, creerà notevoli problemi a tutti i soggetti, perciò serve lavorare tutti assieme per cambiare la proposta ed avviare la riforma del settore.“Finora non ci sono né belle, né buone notizie. Sono d’accordo nell’impegnarci tutti per evitare il taglio –ha detto il senatore Stefano Boco (Verdi)-, ma occorre anche criticare l’impostazione generale del Governo”. Infatti –secondo l’esponente dei Verdi – la cooperazione italiana è quasi tutta impostata sull’emergenza, facendo così venire meno la vera finalità ed anche i finanziamenti, adesso ridotti allo 0,12% del PIL. “La nuova legge sulla cooperazione –ha detto Boco- non si è fatta perché ha trovato potenti nemici interni come la diplomazia ed esterni come Confindustria”.

Monica Baldi di Forza Italia ha ricordato che la riforma del settore non è stata fatta neppure dai Governi del centrosinistra e che c’è spazio per avviare un’azione comune per finanziamenti adeguati. “La normativa attuale lega la cooperazione alla politica estera e bisogna trovare una definizione meno rigida – ha detto la Baldi – pensando ad una differenziazione dei campi di intervento: aiuto all’emergenza, medio e lungo termine”. Inoltre, l’esponente di Forza Italia ha ricordato che cooperazione sono anche gli interventi generali come quelli contro le mutilazioni genitali oppure la povertà, la pace e la democrazia. “Sarebbe utile –ha detto la Baldi- creare un’Agenzia che permetta il coordinamento e la selezione dei migliori progetti”.

La cosa che è chiara è che l’invito della Regione Toscana è stato finora disatteso dal Governo – ha ricordato Nicola Manca (Ds)-, colpendo sia la cooperazione nazionale che quella decentrata, che era l’unica a non essere finora in crisi. “Se parliamo di aiuto umanitario bisogna riferirsi alla protezione civile –ha ricordato Manca- e non alla cooperazione, che ha come fine l’impegno contro le povertà, altrimenti non si capisce cosa essa sia. Ricodiamo che essa ci serve per non erigere muri di divisione tra paesi industrializzati e sottosviluppati”. (cs-G. di I.)