Toscana
COOPERAZIONE SENZA SOLDI, TOSCANA LAVORA A LOBBY TRASVERSALE IN PARLAMENTO; INCONTRO CON LE ONG
La necessità di perseguire obbiettivi di risanamento dei conti pubblici del nostro Paese dice la mozione – non può comportare la riduzione del già esiguo impegno economico dell’Italia a favore di iniziative di cooperazione allo sviluppo. Ciò anche per l’importanza che la Toscana riveste nel settore, con circa 1.400 soggetti che hanno in corso iniziative di cooperazione, ha spiegato Cecchetti – ed anche a seguito dei lavori dell’apposita Conferenza regionale, che ha identificato tre linee di lavoro: coordinamento degli organismi; sostegno e qualificazione degli aiuti; coinvolgimento della comunità di immigrati residenti.
Monica Baldi di Forza Italia ha ricordato che la riforma del settore non è stata fatta neppure dai Governi del centrosinistra e che c’è spazio per avviare un’azione comune per finanziamenti adeguati. La normativa attuale lega la cooperazione alla politica estera e bisogna trovare una definizione meno rigida ha detto la Baldi – pensando ad una differenziazione dei campi di intervento: aiuto all’emergenza, medio e lungo termine. Inoltre, l’esponente di Forza Italia ha ricordato che cooperazione sono anche gli interventi generali come quelli contro le mutilazioni genitali oppure la povertà, la pace e la democrazia. Sarebbe utile ha detto la Baldi- creare un’Agenzia che permetta il coordinamento e la selezione dei migliori progetti.
La cosa che è chiara è che l’invito della Regione Toscana è stato finora disatteso dal Governo ha ricordato Nicola Manca (Ds)-, colpendo sia la cooperazione nazionale che quella decentrata, che era l’unica a non essere finora in crisi. Se parliamo di aiuto umanitario bisogna riferirsi alla protezione civile ha ricordato Manca- e non alla cooperazione, che ha come fine l’impegno contro le povertà, altrimenti non si capisce cosa essa sia. Ricodiamo che essa ci serve per non erigere muri di divisione tra paesi industrializzati e sottosviluppati. (cs-G. di I.)