Arezzo

Da Manciano alla Sierra Leone. Le «Buone mani» per l’Africa.

Le «Buone Mani», predicate per tanti lunghi anni da padre Arturo Buresti, che per la sua associazione fondata nel 2003 volle proprio questo riferimento nel nome, hanno trovato tante buone consorelle simili: le «Buone Mani» di tanta povera gente che vive in Sierra Leone, in Africa. Gente che ha dimostrato ampiamente di meritare l’aiuto ricevuto negli ultimi anni, e verso cui guarda oggi con gratitudine, riconoscenza e spirito di valorizzazione dei progetti realizzati anche dall’associazione castiglionese.

Una delegazione, guidata dal presidente don Giuliano Faralli e dai collaboratori Alessandro Bennati e Michela Baldi, ha compiuto una missione nel distretto del nord della Sierra Leone dal 10 al 18 aprile. Con pieno successo.L’associazione fece il suo ingresso nel 2005 con il progetto denominato «Microcammino», promosso dal sociologo sierraleonese Peter Bayouku Konteh, con l’intento di realizzare passo dopo passo una ricostruzione dei servizi di base distrutti dalla guerra civile o mai esistiti, in stretto collegamento con i missionari saveriani presenti in quel paese da diversi decenni. Dopo anni di lavoro in Italia per creare un grande network per la Sierra Leone, Peter Bayouku è tornato all’inizio di gennaio a vivere nel suo paese, e questo consente una guida sicura ai tanti progetti avviati.La settimana della delegazione ha preso rapidamente la forma di un vero e proprio tour de force da un villaggio all’altro, da un altopiano sperduto ad un’altra meta. Le emozioni più forti si sono avute in occasione delle inaugurazioni dei progetti realizzati: presso la nuova scuola del villaggio di Kayagobay dedicata alla memoria di Fabrizio Meoni, dove presto si realizzerà anche un pozzo e nel nuovo centro sanitario di Yagala, villaggio simbolo del progetto «Microcammino», dove la struttura è già completata.Il container con l’attrezzatura sta per giungere al porto di Freetowm, dove il 12 maggio sono arrivati anche tre medici castiglionesi con il compito di avviare il centro, formare il personale e stabilire un piano di alvoro per i prossimi mesi. Il dottor Ferruccio Sereni, Fabio Fabianelli e Peiman Nazerian si sono assunti questo non facile compito. Ma certo ne saranno ripagati dal calore e dalla riconoscenza della gente di Yagala.Durante la missione la delegazione ha incontrato rappresentanze ed autorità locali, ognuna delle quali ha descritto i principali bisogni del proprio villaggio, dai più immediati e urgenti a quelli che guardano una prospettiva di sviluppo di medio periodo. È venuto spontaneo chiedersi che cosa sarebbe di questa povera gente, reduce da una terribile guerra civile, senza gli aiuti ricevuti e al speranza accesa nei loro cuori.Si attende ora la missione dei medici, alla quale l’associazione guarda con grande aspettativa, nell’intento di dar vita ad un solido «Progetto salute» per la popolazione sierraleonese. Chi volesse saperne di più può contattare info@solidarietàinbuonemani.it.