Toscana

E’ MORTO IL PAPA

“Il Santo Padre è deceduto questa sera alle ore 21.37 nel Suo appartamento privato. Si sono messe in moto tutte le procedure previste nella Costituzione apostolica ‘Universi Dominici gregis’ promulgata da Giovanni Paolo II il 22 febbraio del 1996”: lo ha detto il portavoce vaticano, Joaquin Navarro-Valls. La notizia è stata subito diffusa alla folla che in piazza San Pietro aveva terminato da pochi minuti di recitare il rosario per il pontefice.

“Il Papa ha la febbre”, il bollettino delle 19,20Si preannuncia un’altra notte di veglia in piazza San Pietro. Le condizioni del Papa si mantengono gravissime. Nel bollettino diffuso alle 19,20 si afferma che da stamani ha febbre alta e che “opportunamente sollecitato risponde correttamente alle domande”. Secondo alcune fonti sanitarie Giovanni Paolo II sarebbe in una condizione di progressiva perdita di coscienza, in una situazione di irreversibilità.

Gli stessi medici sembrano sorpresi dalla forte fibra del Papa il cui cuore resiste ad una situazione generale gravemente compromessa. Le persone che in questi momenti stanno più vicine a papa Wojtyla sono i suoi due segretari, Stanislao e Mietek, le tre suore polacche che lo assistono da sempre e il suo medico personale Buzzonetti.

Il bolletino di sabato mattinaLe condizioni del Papa sono invariate e quindi gravissime, ha detto il portavoce del Vaticano Navarro in una breve conferenza stampa alle 11,30 di oggi, sabato 2 aprile. Navarro ha parlato di iniziale compromissione dello stato di coscienza che non significa stato di coma. Ha detto che ieri il Pontefice ha detto poche parole. Ieri sera, informato della massiccia presenza dei fedeli a piazza San Pietro, il Papa ha ringraziato i giovani. Anche il card. Achille Silvestrini che, con il card. Jean Louis Tauran, ha potuto visitare questa mattina Giovanni Paolo II ha detto che il Papa “ha dato segno di riconoscere le persone”.

Per tutta la notte la finestra del Papa, quella del suo segretario e quella del segretario di stato card. Sodano sono rimaste illuminate. E da piazza San Pietro si è continuato a pregare per lui. In certi momenti la piazza ha visto anche 60-70 mila presenze; verso le 3 della notte c’erano ancora alcune migliaia di fedeli raccolti in silenziosa preghiera.

Sessantamila in veglia in piazza San PietroOltre sessantamila persone hanno assistito venerdì sera in piazza San Pietro alla recita del Rosario guidata dall’arcivescovo Angelo Comastri, vicario per la Città del Vaticano e conclusasi con un invito a proseguire la preghiera: “Tornando a casa e dovunque siamo, – ha detto Comastri – preghiamo per il Santo Padre”. Recitando il rosario, in molti avevano lo sguardo rivolto verso la finestra dello studio del Papa, che resta illuminata insieme a quella del suo segretario particolare monsignor Stanislao. Veglie di preghiera in tutto il mondoPer tutta la giornata si sono susseguite in tutto il mondo tante iniziative di preghiera che hanno coinvolto milioni di persone. A Roma il card. Camillo Ruini ha celebrato una Messa nella Basilica di San Giovanni in Laterano, alla quale hanno preso parte migliaia di romani e di turisti. La fede del Papa – ha detto nell’omelia – “è una fede così forte e così piena, un’esperienza di Dio così intensamente vissuta, che egli, in queste ore di sofferenza, come prima in tutto il suo instancabile ministero, già vede e già tocca il Signore, già è unito al nostro unico salvatore”.

A Firenze la Basilica della Santissima Annunziata era gremita di fedeli, stasera, per la veglia per il Papa presieduta dal cardine arcivescovo di Firenze Ennio Antonelli e dal vescovo ausiliare Claudio Maniago. Tantissimi fiorentini, circa un migliaio, tra cui moltissimi giovani hanno affollato il santuario tanto caro alla città in cui si sono alternate letture di testi del Papa, dedicate ai malati e ai sofferenti, la recita del rosario e brani eseguiti dal coro e dal gruppo musicale che anima le liturgie della diocesi.

Tutto il mondo prega per il PapaMessaggi di vicinanza al Papa in questi momenti di grande sofferenza sono giunti dai capi di stato di tutto il mondo, perfino da paesi – come la Cina – che non hanno buoni rapporti con il Vaticano. Anche i leaders religiosi, sia cristiani che di altre fedi hanno tutti fatto sentire la loro preghiera e il loro affetto per Giovanni Paolo II.

Particolare emozione nella sua Polonia dove veglie di preghiera si tengono in tutte le chiese del Paese. La Chiesa polacca ha invitato i fedeli, in preda ad un’angoscia collettiva, alla calma. Un sentimento fatto proprio dal premier polacco, Marek Belka, che ha espresso oggi la sua tristezza per non potere “proteggere” l’illustre concittadino o “aiutarlo di più”.

Pregano per il Papa in India le suore dell’ordine di Madre Teresa di Calcutta, da lui beatificata; si prega per lui nelle grandi cattedrali europee, da Colonia a Notre Dame a Parigi, da Westminster, dove anche anglicani e protestanti hanno raccolto l’invito del primate cattolico d’Inghilterra e Galles, Cormac Murphy-O’Connor, a Mosca, dove il patriarcato ortodosso, che pure ha avuto rapporti tesi con il pontefice romano, “soffre con il Papa malato”. Pregano per lui anche il presidente americano George W. Bush e la first Lady Laura.

Inviti a pregare sono venute dagli arcivescovi e cardinali dalla Slovacchia al Brasile, dagli Stati Uniti alla Croazia, ma in molti luoghi i fedeli lo hanno fatto spontaneamente in massa, in Paesi dal cattolicesimo fervente, come le Filippine (85% di devoti della Chiesa romana) o in Lituania (75%). Si prega per il Papa in Terra santa, dove i cristiani – palestinesi e pellegrini da tutto il mondo – nelle città sante di Gerusalemme e Betlemme, che Giovanni Paolo II visitò nell’Anno Santo, si sono stretti attorno a lui. “Seguiamo con trepidazione ed angoscia le notizie”, ha fatto sapere il Patriarcato di Gerusalemme. Si prega per il Papa nei grandi santuari del culto di Maria, da lui più volte visitati, da Lourdes a Fatima fino alla ‘sua’ Czestochowa, nel sud della Polonia, dove sorge il monastero di Jasna Gora dove si venera la celebre icona della ‘Madonna Nera’ e presso la quale ad ogni viaggio nel Paese natio Karol Wojtyla si fermava in preghiera. A Mosca questa mattina è stata celebrata una messa nella cattedrale dell’Immacolata Concezione, che si è conclusa con un appello dell’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz ai fedeli: “Pregate perché il Pontefice si riprenda!”.

E messaggi di preoccupazione e dolore, o almeno di rispetto vengono anche da Paesi dove la Chiesa ha incontrato problemi, come la Spagna del socailista José Luis Rodriguez Zapatero che ha manifestato “solidarietà” in questa “ora triste non solo per i fedeli ma per l’intera comunità mondiale”. Ed un gesto di conciliazione è venuto perfino dalla Cina comunista, dove la Chiesa cattolica si ritiene perseguitata e dove la nomina dei vescovi viene ritenuta un’ingerenza straniera: “Seguiamo con attenzione le notizie sulla malattia del papa e gli esprimiamo il nostro augurio di pronta guarigione”, ha detto a Pechino un portavoce del ministero degli esteri.

Preghiere per il papa anche in Indonesia, il più grande Paese musulmano al mondo. Migliaia di persone si sono recate oggi nelle chiese del Paese, specialmente a Jakarta, dopo avere seguito attraverso le televisioni satellitari l’evoluzione negativa della salute del Papa. Fedeli in preghiera anche a Timor Est, dove è ancora vivissimo il ricordo della visita del Papa nel 1989, quando cioè il Paese era ancora occupato dall’Indonesia.

In Iraq, p. Laith Anwar, della Fratellanza della Carità di Baghdad, ha detto: “Tutto il Paese sta seguendo con apprensione le notizie provenienti da Roma, e tutti i fedeli stanno pregando. Tutti ci auguriamo che il papa si possa riprendere, perché abbiamo bisogno della guida di questo pastore”.

“Nessun pontefice ha fatto tanto per gli ebrei quanto Giovanni Paolo II”, ha affermato il rabbino Marvin Hier, fondatore e decano del Centro Simon Wiesenthal, in un comunicato nel quale l’istituto dedicato alla caccia ai criminali nazisti e alla lotta all’antisemitismo esprime “profondo cordoglio” per il Papa. “Per venti secoli, la Chiesa Cattolica ha avuto rapporti turbolenti con il popolo ebraico” – ha detto il rabbino Hier. “Gli ebrei sono stati perseguitati e accusati per la morte di Gesu’ e sono stati spesso vittima di pogrom e attacchi antisemiti istigati dalla Chiesa. Questo Papa si è mostrato determinato ad inaugurare un nuovo corso e a lasciarsi alle spalle quel periodo infame”, ha proseguito il capo del Centro Wiesenthal, che è stato ricevuto due volte dal Papa in udienza privata in Vaticano. Nel comunicato si ricorda anche che Giovanni Paolo II è stato il primo pontefice a visitare una sinagoga, nel 1986, il primo a riconoscere lo Stato d’Israele, il primo a pubblicare un documento nel quale la Chiesa Cattolica chiede perdono per il male procurato al popolo ebraico e il primo a visitare un campo di concentramento.

CARD. RATZINGER, “E’ CONSAPEVOLE DI PASSARE AL SIGNORE”“E’ consapevole di passare al Signore” così il card. Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ha detto di aver visto ieri mattina il Papa. Nel corso della cerimonia del ‘Premio San Benedetto – per la promozione della vita e della famiglia in Europa”, svoltasi nella serata di ieri nell’abbazia di Santa Scolastica, a Subiaco, e assegnato allo stesso porporato, Ratzinger ha dichiarato di “essere stato ricevuto, con altri stretti collaboratori, dal Papa e di aver ricevuto da lui l’ultimo saluto ed il ringraziamento per il lavoro svolto in tutti questi anni. L’ho trovato – ha detto – consapevole di passare al Signore”. Rivolto poi alla numerosa platea accorsa per seguire il suo intervento su “L’Europa nella crisi delle culture”, Ratzinger ha invitato tutti a stringersi in preghiera per il Papa per accompagnarlo in questo momento e raccomandarlo a Dio. Venerdì sera un ulteriore peggioramentoSecondo quanto riferito da una fonte medica all’agenzia Ansa non ci sarebbero più speranze per la salute del Papa. Lo stesso portavoce vaticano Navarro Valls ha dichiarato che “Le condizioni generali e cardio-respiratorie del Santo Padre si sono ulteriormente aggravate”. Adesso si “si registra un’ingravescente ipotensione arteriosa, mentre il respiro è diventato superficiale”. Nel bollettino medico emesso in tarda serata si dice che si “è instaurato un quadro clinico di insufficienza cardio-circolatoria e renale” e che “i parametri biologici sono notevomente compromessi”. In tarda mattinata il portavoce vaticano, pur non negando l’estrema gravità, aveva smentito che il Papa fosse in coma e avesse perso conoscenza.

Stasera, a Firenze, la Diocesi ha organizzato una veglia di preghiera alle 21,15 nella basilica della Santissima Annunziata, guidata dal cardinale Ennio Antonelli e dal vescovo ausiliare Claudio Maniago.

Il Papa è grave: l’annuncio che ha scosso il mondoAlle ore 6.30 di questa mattina, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato la seguente dichiarazione:“Questa mattina le condizioni di salute del Santo Padre sono molto gravi. Nel pomeriggio di ieri 31 marzo, come già annunciato, al seguito di un’accertata infezione dalle vie urinarie, si è istaurato uno shock settico con collasso cardiocircolatorio. Il Santo Padre era immediatamente soccorso dall’equipe medica di guardia nell’appartamento privato di Sua Santità. Venivano attivati tutti gli appropriati provvedimenti terapeutici e di assistenza cardiorespiratoria. Era rispettata la volontà del Santo Padre di rimanere nella Sua abitazione, ove peraltro era assicurata una completa ed efficiente assistenza sanitaria.Nel tardo pomeriggio di ieri si otteneva una temporanea stabilizzazione del quadro clinico che, tuttavia, nelle ore successive evolveva negativamente. La situazione del Santo Padre è attentamente monitorata e vigilata.Il Santo Padre è cosciente, lucido e sereno. Alle ore 19.17 di ieri ha ricevuto il Santo Viatico.Alle ore 6 di oggi, il Santo Padre ha concelebrato la Santa Messa.

Il Cardinale Segretario di Stato e gli immediati collaboratori del Santo Padre, a Lui uniti in preghiera, seguono l’evolversi delle condizioni cliniche di Sua Santità. Il Papa è assistito dal Suo medico personale Dr. Renato Buzzonetti, da due medici specialisti in rianimazione, da un medico cardiologo e da uno specialista otorinolaringoiatra, nonché da due infermieri.

Diffuse dalla Sala stampa le nomine di vescovi e nunzi effettuate negli ultimi giorni.

Io e il Papa. Scrivi la tua testimonianza