Toscana
E’ MORTO IL PAPA
“Il Santo Padre è deceduto questa sera alle ore 21.37 nel Suo appartamento privato. Si sono messe in moto tutte le procedure previste nella Costituzione apostolica ‘Universi Dominici gregis’ promulgata da Giovanni Paolo II il 22 febbraio del 1996”: lo ha detto il portavoce vaticano, Joaquin Navarro-Valls. La notizia è stata subito diffusa alla folla che in piazza San Pietro aveva terminato da pochi minuti di recitare il rosario per il pontefice.
Gli stessi medici sembrano sorpresi dalla forte fibra del Papa il cui cuore resiste ad una situazione generale gravemente compromessa. Le persone che in questi momenti stanno più vicine a papa Wojtyla sono i suoi due segretari, Stanislao e Mietek, le tre suore polacche che lo assistono da sempre e il suo medico personale Buzzonetti.
Per tutta la notte la finestra del Papa, quella del suo segretario e quella del segretario di stato card. Sodano sono rimaste illuminate. E da piazza San Pietro si è continuato a pregare per lui. In certi momenti la piazza ha visto anche 60-70 mila presenze; verso le 3 della notte c’erano ancora alcune migliaia di fedeli raccolti in silenziosa preghiera.
A Firenze la Basilica della Santissima Annunziata era gremita di fedeli, stasera, per la veglia per il Papa presieduta dal cardine arcivescovo di Firenze Ennio Antonelli e dal vescovo ausiliare Claudio Maniago. Tantissimi fiorentini, circa un migliaio, tra cui moltissimi giovani hanno affollato il santuario tanto caro alla città in cui si sono alternate letture di testi del Papa, dedicate ai malati e ai sofferenti, la recita del rosario e brani eseguiti dal coro e dal gruppo musicale che anima le liturgie della diocesi.
Particolare emozione nella sua Polonia dove veglie di preghiera si tengono in tutte le chiese del Paese. La Chiesa polacca ha invitato i fedeli, in preda ad un’angoscia collettiva, alla calma. Un sentimento fatto proprio dal premier polacco, Marek Belka, che ha espresso oggi la sua tristezza per non potere “proteggere” l’illustre concittadino o “aiutarlo di più”.
Pregano per il Papa in India le suore dell’ordine di Madre Teresa di Calcutta, da lui beatificata; si prega per lui nelle grandi cattedrali europee, da Colonia a Notre Dame a Parigi, da Westminster, dove anche anglicani e protestanti hanno raccolto l’invito del primate cattolico d’Inghilterra e Galles, Cormac Murphy-O’Connor, a Mosca, dove il patriarcato ortodosso, che pure ha avuto rapporti tesi con il pontefice romano, “soffre con il Papa malato”. Pregano per lui anche il presidente americano George W. Bush e la first Lady Laura.
Inviti a pregare sono venute dagli arcivescovi e cardinali dalla Slovacchia al Brasile, dagli Stati Uniti alla Croazia, ma in molti luoghi i fedeli lo hanno fatto spontaneamente in massa, in Paesi dal cattolicesimo fervente, come le Filippine (85% di devoti della Chiesa romana) o in Lituania (75%). Si prega per il Papa in Terra santa, dove i cristiani – palestinesi e pellegrini da tutto il mondo – nelle città sante di Gerusalemme e Betlemme, che Giovanni Paolo II visitò nell’Anno Santo, si sono stretti attorno a lui. “Seguiamo con trepidazione ed angoscia le notizie”, ha fatto sapere il Patriarcato di Gerusalemme. Si prega per il Papa nei grandi santuari del culto di Maria, da lui più volte visitati, da Lourdes a Fatima fino alla ‘sua’ Czestochowa, nel sud della Polonia, dove sorge il monastero di Jasna Gora dove si venera la celebre icona della ‘Madonna Nera’ e presso la quale ad ogni viaggio nel Paese natio Karol Wojtyla si fermava in preghiera. A Mosca questa mattina è stata celebrata una messa nella cattedrale dell’Immacolata Concezione, che si è conclusa con un appello dell’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz ai fedeli: Pregate perché il Pontefice si riprenda!.
E messaggi di preoccupazione e dolore, o almeno di rispetto vengono anche da Paesi dove la Chiesa ha incontrato problemi, come la Spagna del socailista José Luis Rodriguez Zapatero che ha manifestato “solidarietà” in questa “ora triste non solo per i fedeli ma per l’intera comunità mondiale”. Ed un gesto di conciliazione è venuto perfino dalla Cina comunista, dove la Chiesa cattolica si ritiene perseguitata e dove la nomina dei vescovi viene ritenuta un’ingerenza straniera: “Seguiamo con attenzione le notizie sulla malattia del papa e gli esprimiamo il nostro augurio di pronta guarigione”, ha detto a Pechino un portavoce del ministero degli esteri.
Preghiere per il papa anche in Indonesia, il più grande Paese musulmano al mondo. Migliaia di persone si sono recate oggi nelle chiese del Paese, specialmente a Jakarta, dopo avere seguito attraverso le televisioni satellitari l’evoluzione negativa della salute del Papa. Fedeli in preghiera anche a Timor Est, dove è ancora vivissimo il ricordo della visita del Papa nel 1989, quando cioè il Paese era ancora occupato dall’Indonesia.
In Iraq, p. Laith Anwar, della Fratellanza della Carità di Baghdad, ha detto: Tutto il Paese sta seguendo con apprensione le notizie provenienti da Roma, e tutti i fedeli stanno pregando. Tutti ci auguriamo che il papa si possa riprendere, perché abbiamo bisogno della guida di questo pastore.
“Nessun pontefice ha fatto tanto per gli ebrei quanto Giovanni Paolo II”, ha affermato il rabbino Marvin Hier, fondatore e decano del Centro Simon Wiesenthal, in un comunicato nel quale l’istituto dedicato alla caccia ai criminali nazisti e alla lotta all’antisemitismo esprime “profondo cordoglio” per il Papa. “Per venti secoli, la Chiesa Cattolica ha avuto rapporti turbolenti con il popolo ebraico” – ha detto il rabbino Hier. “Gli ebrei sono stati perseguitati e accusati per la morte di Gesu’ e sono stati spesso vittima di pogrom e attacchi antisemiti istigati dalla Chiesa. Questo Papa si è mostrato determinato ad inaugurare un nuovo corso e a lasciarsi alle spalle quel periodo infame”, ha proseguito il capo del Centro Wiesenthal, che è stato ricevuto due volte dal Papa in udienza privata in Vaticano. Nel comunicato si ricorda anche che Giovanni Paolo II è stato il primo pontefice a visitare una sinagoga, nel 1986, il primo a riconoscere lo Stato d’Israele, il primo a pubblicare un documento nel quale la Chiesa Cattolica chiede perdono per il male procurato al popolo ebraico e il primo a visitare un campo di concentramento.
Stasera, a Firenze, la Diocesi ha organizzato una veglia di preghiera alle 21,15 nella basilica della Santissima Annunziata, guidata dal cardinale Ennio Antonelli e dal vescovo ausiliare Claudio Maniago.
Il Cardinale Segretario di Stato e gli immediati collaboratori del Santo Padre, a Lui uniti in preghiera, seguono l’evolversi delle condizioni cliniche di Sua Santità. Il Papa è assistito dal Suo medico personale Dr. Renato Buzzonetti, da due medici specialisti in rianimazione, da un medico cardiologo e da uno specialista otorinolaringoiatra, nonché da due infermieri.
Diffuse dalla Sala stampa le nomine di vescovi e nunzi effettuate negli ultimi giorni.