Con il 2014 si è chiusa, per la Toscana, la seconda fase recessiva che ha contrassegnato la lunga crisi: il PIL è rimasto sui livelli 2013 (+0,1% secondo le stime) mentre in Italia è ancora diminuito (dello 0,3%).Il 2015 dovrebbe segnare la definitiva uscita dalla crisi con una crescita che IRPET stima dell’1,1%, ancora superiore a quella italiana. Se gli elementi di incertezza ancora presenti nello scenario nazionale e internazionale si sciogliessero, sarebbe possibile una crescita addirittura dell’1,7%. Questo lo scenario disegnato dal Rapporto Irpet 2015 sull’economia toscana. La competitività mostrata sul fronte dell’export e le migliori condizioni internazionali (in particolare la svalutazione dell’euro rispetto al dollaro) sono i fattori che hanno contribuito al miglior comportamento della Toscana nel 2014 e ancor più lo saranno nel 2015. La crescita è tuttavia insufficiente a sanare i problemi che anche l’economia toscana ha accumulato a causa della crisi: cali di PIL, occupazione, investimenti e un aumento consistente della disoccupazione.Pur con tali difficoltà, in questi anni l’economia toscana ha mostrato una tenuta decisamente migliore rispetto alle altre regioni: se si prendono in considerazione 7 indicatori che ISTAT mette a disposizione su tutte le regioni (PIL, consumi delle famiglie, investimenti, occupati, disoccupati, unità di lavoro, esportazioni) la Toscana risulta, per capacità di tenuta, la seconda regione italiana dopo il Trentino Alto Adige. Sorprende in particolare la crescita delle esportazioni. Dal 2008 ad oggi è stata del 23% (se si tenesse conto anche delle esportazioni di oro, la crescita sarebbe ancora più alta): superiore non solo a quella di tutte le altre regioni esportatrici del paese, ma superiore anche a quella della Germania.