Toscana

EGITTO, A SHARM EL SHEIK CONFERENZA INTERNAZIONALE SULL’IRAQ

Si apre oggi a Sharm el Sheik, località balneare egiziana, la conferenza internazionale sul futuro dell’Iraq che, per la prima volta, vede riuniti fautori e oppositori dell’intervento armato contro l’ex-regime di Saddam Hussein. Presenti saranno una ventina di ministri degli Esteri in rappresentanza dei Paesi del G8 e di quelli limitrofi, oltre a Cina e Malesia e agli inviati di quattro organizzazioni internazionali: Nazioni Unite, Unione Europea, Lega Araba e Organizzazione delle conferenze islamiche (Oci).

Difficile che la conferenza raggiunga particolari risultati, visto che si tratta di una prima volta e che le posizioni sono molto distanti. Si tratta comunque di un incontro interlocutorio dal quale dovrebbe uscire, secondo le aspettative statunitensi, sostegno al processo elettorale che dovrebbe portare alle elezioni in Iraq il prossimo 30 gennaio oltre a una sorta di impegno da parte di alcuni Paesi della regione – in particolare Iran, Siria e Giordania – a rafforzare i rispettivi confini per impedire il passaggio di elementi a rinforzo della guerriglia in atto contro le forze militari statunitensi e i loro alleati.

A Sharm sarà presente, in rappresentanza del governo a interim iracheno, il ministro degli Esteri Hoshyar Zebari. Nella giornata di ieri si sono sviluppate manifestazioni di protesta contro la conferenza, in particolare da parte di circa 6.000 studenti delle Università del Cairo e di Ain Shams. Molte le bandiere statunitensi e israeliane bruciate in strada oltre agli slogan non solo contro i governi di Washington e Tel Aviv ma anche contro la persona del capo del governo iracheno a interim Iyad Allawi, indicato come “agente degli americani”. Le misure di sicurezza a Sharm e al Cairo, da domani a martedì, quando si chiuderà la conferenza, saranno ferree, come già preannunciato dal governo egiziano.Misna