Toscana

ELEZIONI IRAQ: MONS. WARDUNI (BAGHDAD), «SEGNALE POSITIVO. ORA SICUREZZA E RICONCILIAZIONE»

L’alta affluenza al voto “è un segnale positivo che mostra la voglia degli iracheni di vivere in pace, nel diritto, in democrazia e libertà come tutti gli uomini del mondo”. Ad affermarlo, in un’intervista al Sir, è il vescovo caldeo ausiliare di Baghdad, mons. Shlemon Warduni per il quale il boicottaggio sunnita rappresenta, invece, “un elemento negativo che influisce sulla popolazione che resta spaccata”. Commentando le elezioni irachene del 30 gennaio il vescovo ha dichiarato che “questa nuova assemblea vede la propria autorità venire dal popolo. Ed un Governo eletto – ha detto – è meglio di quello che altri hanno voluto per te”. Tra le priorità del dopo elezioni mons. Warduni ha elencato sicurezza e riconciliazione: “tutti gli iracheni devono contribuire alla sicurezza del Paese e alla riconciliazione. Ma è una situazione difficile che necessita di tempi lunghi. Ci sono molti fattori che devono essere tenuti in considerazione primo fra tutti l’ineguaglianza. La speranza è che ci siano uomini maturi che sappiano procedere nell’unità e nella riconciliazione avendo presente il bene di tutto il Paese e non solo di pochi. Che abbiano una mente aperta e lucida per scegliere il bene dell’Iraq.”.

Parlando dell’apporto dei cristiani al voto il vescovo ausiliare si è detto convinto che “la maggioranza dei cristiani si sia recata a votare” ed ha ricordato che “due fedeli siro-cattolici, padre e figlio, hanno perso la vita in un attentato terroristico ad un seggio a Baghdad”. “Purtroppo – ha concluso – il voto ha visto la comunità cristiana in qualche modo frammentata. Non sono stati compatti anche perché c’erano tre liste diverse. Prima delle elezioni si sperava di poter avere circa dieci rappresentanti cristiani in Assemblea. Ma credo che se saranno 5 o 6 sarà già un buon risultato”.Sir