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Campanile rock, gli auguri di Povia per la finalissima

di Riccardo Bigi

«Forza ragazzi, in bocca al lupo». Ai partecipanti di Campanile Rock, in programma questo sabato, arrivano anche gli auguri di Giuseppe Povia. Il trionfatore di Sanremo sta girando l’Italia tra concerti e serate, ma ha accettato volentieri di salutare i gruppi che partecipano alla finale nel Centro Spazio Reale di San Donnino. «A loro – afferma – vorrei dire una cosa sulla speranza: quando sentite la voglia di mollare tutto, è proprio lì che ce la state facendo. A me, nella musica, è successo così. Ai partecipanti a Campanile Rock ricordo anche che rock vuol dire roccia: quindi, restate saldi!». Dopo il successo dei «Bambini fanno oh», la vittoria di quest’anno, per Povia è un bel momento… «È davvero un bel periodo, ho vinto Sanremo praticamente due volte, adesso i concerti… Per chi ama la musica, è il massimo. L’unico dispiacere sono le etichette che ti mettono i giornali: chi dice che sono di destra perché difendo la famiglia, chi dice che sono di sinistra. Mi hanno definito anche il cantante dei giovani cattolici: in realtà io non me la sento di definirmi cattolico, anche se ho fede. Ma vaglielo a spiegare ai giornalisti». Hai scommesso molto nella musica. Quando hai capito che le tue canzoni funzionavano? «Ho lasciato presto la scuola, credevo di spaccare il mondo, a 16 anni è normale: oggi forse farei scelte diverse. Ma la sensazione che le mie canzoni potessero piacere ce l’ho sempre avuta. Avevo una grande convinzione in me stesso: poi, quando ho cominciato ad essere meno convinto, più insicuro, e ad avere fede, allora ce l’ho fatta. Non è un caso». La famiglia è spesso al centro delle tue canzoni: i bambini, l’amore tra i genitori… È anche al centro della tua vita? «Assolutamente sì, è una cosa che ho scoperto negli anni: oggi molte persone si lasciano per una stupidata, e ci rimettono i figli. Vengono su ragazzi nervosi, spaventati, senza una tensione morale. I genitori di oggi smussano gli angoli ai tavoli per non far battere la testa ai bambini, e poi i bambini crescendo vanno in crisi alla prima difficoltà. Forse, se avessero sbattuto la testa qualche volta… Ai bambini bisogna voler bene nel modo giusto, facendogli ogni tanto anche capire quando sbagliano». Come genitore stai anche facendo pratica: come va? «Ho una bambina di 15 mesi, io e Teresa ci mettiamo l’anima per essere buoni genitori, cerchiamo di farle fare la vita di tutti i bambini, senza farle pesare il fatto di essere figlia di un cantante. Anche perché magari fra vent’anni sarà solo la figlia di uno che fece due pezzi di successo… Dopo Sanremo, se ci fai caso, non sono stato molto in giro, ne ho parlato con il mio manager e anche lui è d’accordo: cerco di essere a casa il più possibile. Se avessi avuto vent’anni forse con il successo avrei perso la testa, a 33 anni è diverso: e poi non posso predicare bene e razzolare male». Sei nato a Milano, d’estate andavi dai nonni all’Isola d’Elba, adesso abiti a Firenze. Ti senti fiorentino? «Firenze è la città più bella del mondo. È al centro di tutto, in cinque minuti si è in campagna o in centro, si può girare in bicicletta. Sai il mio sogno? Aprire un bar in Santo Spirito». Hai cantato a Colonia per la Giornata mondiale della gioventù, poi poche settimane fa a Roma, davanti al Papa… «Bellissimo, un’emozione enorme. Quando ho stretto la mano al Papa il cardinale che mi presentava gli ha spiegato che ero il vincitore di Sanremo, e lui mi ha detto “ah, i piccioni…”. Anche a Colonia è stato splendido. Preferisco cantare davanti a 60 mila giovani che vengono con la speranza nel cuore, piuttosto che andare al concerto del Primo Maggio a fare il finto di sinistra. Ho una mia fede politica, ma la dirò fra vent’anni». E la fede religiosa? «La fede è credere che ci sia Dio: è l’insicurezza della certezza. Io poi sono convinto che Gesù è esistito, che Gesù faceva i miracoli. Credo anche che esista il Diavolo, che lavora per il male, ma non si deve avere paura di lui. Non sono uno che frequenta tantissimo la chiesa, ma mi piace andarci con l’animo del cercatore». Questo sabato la finale al centro «Spazio Reale» In giuria Carlo Conti, Aleandro Baldi e altri personaggi della musica e dello spettacolo; sul palco sette gruppi musicali pronti a sfidarsi a suon di note. È la finale di Campanile Rock, il primo concorso regionale per gruppi musicali nati nelle parrocchie, in programma questo sabato 6 maggio alle 21 al Centro Spazio Reale di San Donnino (Campi Bisenzio). Un palazzetto da mille posti, per una serata che si preannuncia davvero singolare. La manifestazione, organizzata da Toscanaoggi in collaborazione con i donatori di sangue Fratres, Radio Toscana Network e Banca Toscana, ha visto la partecipazione di 44 gruppi musicali provenienti da altrettante parrocchie della Toscana, che hanno dato vita a sette serate in giro per tutta la regione: Pisa, Montepulciano, Montevarchi, Prato, Borgo San Lorenzo, Empoli, Firenze. Sul palco di San Donnino si ascolterà di tutto, dal rock alla musica melodica, dai brani religiosi alle cover di artisti famosi. Ragazzi che nella musica hanno trovato il linguaggio giusto per esprimere le proprie capacità, le emozioni, i pensieri. Come gli Eclettica, che vengono dall’oratorio salesiano di Livorno ma hanno già al loro attivo serate e concerti in molti locali, o i Dust nati all’interno della parrocchia di San Lorenzo a Greve per animare le feste parrocchiali. Vengono da Reggello invece i Fendinebbia, che scrivono canzoni su temi impegnativi come la vita dei ragazzi di strada a Bucarest o la memoria delle stragi naziste. Rock duro per i Simphony, dell’oratorio salesiano di Prato, ritmi dance invece per gli Empatia della parrocchia di Santa Maria a Peretola. I Palais de Tokyo, da Montepulciano, canteranno brani dalle atmosfere jazz su testi di un poeta locale. Infine la cantautrice Isaura che porta un’apertura ecumenica: fa parte della chiesa evangelica e le sue canzoni si rifanno al filone europeo della «christian music». Al gruppo vincitore, la possibilità di incidere in uno studio di registrazione professionale. In palio anche biglietti aerei e buoni acquisto per articoli musicali. Presenta Alessandro Masti di Radio Toscana Network; l’ingresso è gratuito.

Eclettica – Dolci emozioni (clip audio .mp3)

Fendinebbia – 1944 (clip audio mp3

Palais de Tokyo – Notte d’inverno (clip audio .mp3)

Empatia (clip audio .mp3)

Symphony – Clip audio mp3

Isaura Nencini – Occhi neri (clip audio .mp3)

Le foto della serata di Firenze

Le foto della serata di Borgo San Lorenzo

Le foto della serata di Empoli

Le foto della serata di Pisa

Le foto della serata di Prato

Le foto della serata di Montevarchi

THE DI TOSCANAOGGI, LUNEDI’ 8 MAGGIO L’ULTIMO APPUNTAMENTO CON ELENA GIANNARELLI