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Prato, i gruppi in gara

Tappa pratese per Campanile Rock. Dopo Pisa, Montepulciano, Montevarchi e la data di questo venerdì 24 di Borgo San Lorenzo, arriva finalmente a Officina Giovani la rassegna musicale organizzata da Toscana Oggi. Il «contest» (si tratta di un concorso), nato in collaborazione con radio Toscana Network, il gruppo Fratres e Banca Toscana, ha fin qui riscosso un notevole successo di pubblico, forte delle numerose adesioni pervenute da tutta la regione. Per le giovani band questo evento è una grande opportunità, vista la penuria di locali dove potersi esibire dal vivo. Il primo dato che emerge da questa proposta è che la parrocchia si è confermata un centro di aggregazione giovanile ancora molto forte e che la musica rappresenta un ottimo strumento per fare gruppo.

Le band della serata pratese si esibiranno venerdì 31 marzo, presso gli spazi di Officina Giovani, in piazza Macelli, a partire dalle 21. Condurrà la serata lo speaker di radio Toscana Network, Giovanni Ciappelli . Il miglior gruppo della serata, valutato da una giuria tecnica formata da musicisti e giornalisti, sarà ammesso alla finale della manifestazione che si terrà il 6 maggio al Polispazio di San Donnino.

La band vincitrice della rassegna potrà usufruire di 10 ore gratuite di prove presso lo studio di registrazione «il Cantiere» di Campi Bisenzio, oltre a numerosi passaggi radiofonici dei propri pezzi su Rtn. Il pubblico presente alle singole serate potrà esprimere il proprio giudizio assegnando un premio speciale, che darà diritto a 4 ore di prove presso il medesimo studio.

La giuriaLa Giuria pratese che decreterà il vincitore della serata, nonché partecipante alla finale, è presieduta da Alfredo Cheli, musicologo e cantautore, ma anche docente di scuola media. Gli altri membri sono: Andrea Fagioli, vicedirettore di Toscanaoggi; Silvia Cecchi, di Toscana Tv; Giancarlo Gisonni, di Tv Prato; Francesca Gori, de Il TirrenoPatrizio Ihle, maestro di chitarra ed ex componente del gruppo musicale «La Verde Stagione»; Cristian Perretta, di Radio Antenna Toscana Uno; Marco Pieraccini, meglio conosciuto come «Banana», musicista blues ed insegnante di chitarra; Claudio Tocchi, de La Nazione .

Ecco una breve presentazione dei gruppi che si esibiranno nella serata pratese:

YomegasAlto e dinoccolato, Josè Roberto Manetti è un ragazzo diciottenne di origine brasiliana abitante a Campi Bisenzio, frequenta il quarto anno di ragioneria, gioca a pallacancestro, e….canta hip-hop. Questa breve descrizione potrebbe bastare per capire chi è il cantante con cui abbiamo a che fare, ma in realtà Josè, in arte Yomegas, ha molte altre cose da dire, a cominciare dal particolare genere col quale comunica la sua voglia di fare musica: «L’hip-hop – ci spiega – è un buon metodo per fare protesta, perché, mettendo in musica ciò che si pensa, si colpisce più facilmente l’attenzione di chi ascolta, soprattutto dei giovani».

E di cose da dire Josè ne ha tante, vista la facilità con la quale è riuscito, in breve tempo, ad assemblare quindici canzoni inedite sia nella musica che nel testo, parole che invitano a riflettere su temi importanti come la politica e la guerra. Le sue muse ispiratrici si collocano in quel filone musicale che va sotto il nome di gangsta/rap e che ha spopolato, e spopola tuttora negli Stati Uniti, con artisti quali 2pac e Snoop dogg, nomi che, se appaiono sconosciuti a molti, vantano un grande seguito tra i teenagers anche in Italia. L’obiettivo di Josè non è certo quello di emulare i grandi successi ottenuti dai cantanti americani, ma si fonda invece sulla possibilità di comunicare le sue idee al maggior numero di persone possibile, magari con la speranza di fare breccia, con i suoi demo, anche nel cuore dei discografici.

LunamiròLa formazione pratese dei Lunamirò è composta da: Cosimo Cecchi alla voce, Niccolò Guglielmini alla chitarra, Roberto Petterlin alla chitarra, Jacopo Acciaioli al basso e Alessandro Bandera alla batteria. I ragazzi, di età compresa tra i 21 ed i 26 anni, quasi tutti studenti, eseguono prevalentemente canzoni proprie, inquadrabili nel filone del pop-rock in italiano, con sonorità vintage. Lo spettro d’influenze spazia da gruppi più «ricercati» come gli Afterhours, a gruppi più «popolari» come Le Vibrazioni. La band è nata nella primavera del 2004 all’interno di un gruppo di amici. A testimonianza di ciò la line-up non ha conosciuto variazioni in questi primi due anni di esistenza. Il gruppo ha svolto una discreta attività dal vivo, con numerose date anche fuori Prato. Come ci ha anticipato Roberto, è in fase di registrazione un demo con pezzi propri, fondamentale per poter riuscire a suonare dal vivo con più frequenza e per ottenere una maggior visibilità. La band è legata alla parrochia pratese dello Spirito Santo. Come valore aggiunto, i Lunamirò possono vantare anche un sito personale che potete visitare all’ indirizzo www.lunamiro/altervista.org . SPESOUANYPA Gli Spesouanypa sono un gruppo dal nome misterioso, il cui significato è tenuto gelosamente nascosto dai suoi componenti. Gli Spesouanypa sono cinque ventenni di Sesto Fiorentino, Lorenzo Baronti al basso, Stefano Campo alla chitarra, Stefano Miani alla chitarra e «gola» (come ha specificato lui), Francesco Nucci alla batteria ed infine Emilio Carreschi alla tastiera. La loro sala prove si trova al secondo piano di una vecchia casa di proprietà della parrocchia di San Martino a Sesto. I cinque non amano dare «etichette» alla musica e definiscono il loro genere come rock «indipendente».

Alla serata del 31 marzo presenteranno tre brani originali: il primo s’intitola «Sulle unghie» scritto da Miani e Campo, parla di una donna chiamata Clarissa e dei mille frammenti della sua personalità. «Agonito Napello», un pezzo scritto dal cantante Miani, è il nome di un fiore, che nel linguaggio dell’autore sta a significare desiderio di vendetta, la canzone gioca sull’omaggio floreale e sul suo oscuro significato. Il terzo brano è «La canzone dell’ubriaco», scritta da Campo, è la descrizione dell’incontro con uno strano vecchietto dai lunghi capelli bianchi che dalla platea accompagnava col piffero i Les Anarchistes durante un concerto a Firenze. Gli Spesouanypa hanno partecipato ad un «contest» a San Casciano e hanno suonato dal vivo allo Zero Circus di Sesto.

Attualmente stanno lavorando, insieme ad altre giovani band locali, ad un progetto del comune di Sesto Fiorentino che prevede l’uscita di un cd di canzoni popolari sul tema del lavoro, riarrangiate in chiave moderna.

FogaIl nome Foga potrebbe evocare un rumoroso terzetto di punkettari dalle chitarre distorte, ma siamo completamente fuori strada. Il Gruppo Foga è in realtà la storia di un’amicizia nata sulla strada per Colonia. I gruppi giovani delle parrocchie delle Fontanelle e di Galciana (da cui Foga) sono partiti insieme per la Gmg e durante il viaggio si sono conosciuti meglio, creando ben presto un legame molto forte. La voglia di collaborare si è unita perfettamente con il progetto di Campanile Rock; così è nata l’idea della band, anzi della «big» band, dato che si tratta di un complesso di trenta elementi.

Nell’avventura sono stati coinvolti tutti i ragazzi dei due gruppi e i rispettivi animatori, creando così un «gruppone» davvero eterogeneo, che va dai 16 ai 33 anni.Oltre al coro, il Gruppo Foga comprende, nel suo organico, due chitarre folk, una elettrica, uno jambé e due tastiere. Foga presenterà tre brani di ispirazione religiosa di cui ben due originali e autobiografici.

«La storia siamo noi» scritta da Fabio Logli , parla dell’amicizia nata tra i ragazzi delle due parrocchie e «I tuoi giovani in cammino» di Giuseppe Di Stefano simboleggia il viaggio intrapreso seguendo la stella dei Magi in direzione Colonia.

SymphonyLa band dei Symphony è composta da cinque ragazzi pratesi, di età compresa tra i 19 ed i 22 anni, in prevalenza studenti: Andrea Mazzanti alla voce, Francesco Baldi alla chitarra e cori, Alessandro Giannini alla chitarra, Simone Leoni al basso e Simone Vassili alla batteria. Il genere musicale che propongono è un rock a 360°, seppur con forti influenze metal (Metallica, Lost Prophets, Joe Satriani).

Roberto e Simone ci hanno raccontato che la formazione, consolidatasi con questo nome dal 2001, si è formata, pur attraverso numerosi avvicendamenti in organico, a partire dal 2000, raccogliendo un suggerimento di don Enrico Cassanelli, responsabile diocesano per la pastorale giovanile.

I componenti della band sono infatti tutti animatori presso l’oratorio di Sant’Anna, dove tra l’altro hanno contribuito alla realizzazione di una sala prove. Tutto ciò è un punto di forza per la band, che si è distinta nell’organizzazione di serate (gestiscono un impianto audio mobile), anche presso altre parrocchie. I Symphony hanno all’attivo un buon numero di concerti, da ricordare in particolar modo quello a La Spezia, in occasione della festa del Movimento Giovanile Salesiano ed il secondo posto al «contest» del Dopolavoro Ferroviario di Prato, nel 2005.

ZahironCerte volte l’amicizia ha bisogno di essere concretizzata, cementata su un’idea realizzata. Così, quasi per gioco, alcuni ragazzi del gruppo parrocchiale «Orizzonti Lontani» della Regina Pacis a Santa Lucia, con in comune la passione per la musica, hanno deciso di formare una rock band. Partendo praticamente da zero, la prima cosa che hanno fatto è stata quella di dividersi gli strumenti musicali e di imparare a suonarli. Così sono nati gli Zahìron, nome che vuol richiamare quello del loro gruppo parrocchiale con l’aggiunta della zeta iniziale, perché a detta loro la zeta fa… rock, stile Led Zeppelin.

Gli Zahìron, tutti diciottenni, sono composti da Edoardo Colzi alla batteria, Lorenzo Ruffo alla chitarra, Francesco Bertini al basso e dal cantante e clarinettista Giulio Fazzini . Propongono un rock melodico con contaminazioni blues, tra le canzoni che presenteranno alla rassegna segnaliamo «(Qualcuno ha bussato) alle porte del blues» scritta da Fazzini.

Campanile Rock per gli Zahìron rappresenta il vero e proprio debutto avendo avuto finora solo l’occasione di suonare alle feste organizzate dal loro gruppo giovani presso la parrocchia.

MuzunguMusica e missione. Queste parole hanno per i nostri Muzungu («uomo bianco» in Swahili) significato particolare che va oltre la semplice esecuzione dei classici rock. I sei giovani musicisti sono infatti impegnati attivamente nel gruppo missionario della parrocchia dell’Ascensione e animano con la loro musica le serate con cui sostengono le adozioni a distanza in Africa.

La band si compone di cinque elementi: Marta Dalla Porta, la voce, Matteo Muscedra e Emanuele Virno, alla chitarra, Celestino Rossi, al basso, e Claudio Mascioli , alla batteria. Il gruppo propone oltre alle «cover» di celebri pezzi rock del passato, un pezzo strumentale rock-blues; è inoltre intenzione dei Muzungu cimentarsi prossimamente con la scrittura di pezzi inediti per cercare di condensare i diversi gusti musicali che li caratterizzano e che vanno dall’heavy metal allo ska/reggae.

La partecipazione a Campanile Rock rappresenterà per i Muzungu un vero e proprio debutto sul palco ed i cinque non nascondono la loro emozione al pensiero della serata, mentre imbracciano i loro strumenti e fanno riecheggiare delle loro note il cielo della periferia pratese.