Eventi: Campanile rock
Prato, i gruppi in gara
Tappa pratese per Campanile Rock. Dopo Pisa, Montepulciano, Montevarchi e la data di questo venerdì 24 di Borgo San Lorenzo, arriva finalmente a Officina Giovani la rassegna musicale organizzata da Toscana Oggi. Il «contest» (si tratta di un concorso), nato in collaborazione con radio Toscana Network, il gruppo Fratres e Banca Toscana, ha fin qui riscosso un notevole successo di pubblico, forte delle numerose adesioni pervenute da tutta la regione. Per le giovani band questo evento è una grande opportunità, vista la penuria di locali dove potersi esibire dal vivo. Il primo dato che emerge da questa proposta è che la parrocchia si è confermata un centro di aggregazione giovanile ancora molto forte e che la musica rappresenta un ottimo strumento per fare gruppo.
Le band della serata pratese si esibiranno venerdì 31 marzo, presso gli spazi di Officina Giovani, in piazza Macelli, a partire dalle 21. Condurrà la serata lo speaker di radio Toscana Network, Giovanni Ciappelli . Il miglior gruppo della serata, valutato da una giuria tecnica formata da musicisti e giornalisti, sarà ammesso alla finale della manifestazione che si terrà il 6 maggio al Polispazio di San Donnino.
La band vincitrice della rassegna potrà usufruire di 10 ore gratuite di prove presso lo studio di registrazione «il Cantiere» di Campi Bisenzio, oltre a numerosi passaggi radiofonici dei propri pezzi su Rtn. Il pubblico presente alle singole serate potrà esprimere il proprio giudizio assegnando un premio speciale, che darà diritto a 4 ore di prove presso il medesimo studio.
Ecco una breve presentazione dei gruppi che si esibiranno nella serata pratese:
E di cose da dire Josè ne ha tante, vista la facilità con la quale è riuscito, in breve tempo, ad assemblare quindici canzoni inedite sia nella musica che nel testo, parole che invitano a riflettere su temi importanti come la politica e la guerra. Le sue muse ispiratrici si collocano in quel filone musicale che va sotto il nome di gangsta/rap e che ha spopolato, e spopola tuttora negli Stati Uniti, con artisti quali 2pac e Snoop dogg, nomi che, se appaiono sconosciuti a molti, vantano un grande seguito tra i teenagers anche in Italia. L’obiettivo di Josè non è certo quello di emulare i grandi successi ottenuti dai cantanti americani, ma si fonda invece sulla possibilità di comunicare le sue idee al maggior numero di persone possibile, magari con la speranza di fare breccia, con i suoi demo, anche nel cuore dei discografici.
Alla serata del 31 marzo presenteranno tre brani originali: il primo s’intitola «Sulle unghie» scritto da Miani e Campo, parla di una donna chiamata Clarissa e dei mille frammenti della sua personalità. «Agonito Napello», un pezzo scritto dal cantante Miani, è il nome di un fiore, che nel linguaggio dell’autore sta a significare desiderio di vendetta, la canzone gioca sull’omaggio floreale e sul suo oscuro significato. Il terzo brano è «La canzone dell’ubriaco», scritta da Campo, è la descrizione dell’incontro con uno strano vecchietto dai lunghi capelli bianchi che dalla platea accompagnava col piffero i Les Anarchistes durante un concerto a Firenze. Gli Spesouanypa hanno partecipato ad un «contest» a San Casciano e hanno suonato dal vivo allo Zero Circus di Sesto.
Attualmente stanno lavorando, insieme ad altre giovani band locali, ad un progetto del comune di Sesto Fiorentino che prevede l’uscita di un cd di canzoni popolari sul tema del lavoro, riarrangiate in chiave moderna.
Nell’avventura sono stati coinvolti tutti i ragazzi dei due gruppi e i rispettivi animatori, creando così un «gruppone» davvero eterogeneo, che va dai 16 ai 33 anni.Oltre al coro, il Gruppo Foga comprende, nel suo organico, due chitarre folk, una elettrica, uno jambé e due tastiere. Foga presenterà tre brani di ispirazione religiosa di cui ben due originali e autobiografici.
«La storia siamo noi» scritta da Fabio Logli , parla dell’amicizia nata tra i ragazzi delle due parrocchie e «I tuoi giovani in cammino» di Giuseppe Di Stefano simboleggia il viaggio intrapreso seguendo la stella dei Magi in direzione Colonia.
Roberto e Simone ci hanno raccontato che la formazione, consolidatasi con questo nome dal 2001, si è formata, pur attraverso numerosi avvicendamenti in organico, a partire dal 2000, raccogliendo un suggerimento di don Enrico Cassanelli, responsabile diocesano per la pastorale giovanile.
I componenti della band sono infatti tutti animatori presso l’oratorio di Sant’Anna, dove tra l’altro hanno contribuito alla realizzazione di una sala prove. Tutto ciò è un punto di forza per la band, che si è distinta nell’organizzazione di serate (gestiscono un impianto audio mobile), anche presso altre parrocchie. I Symphony hanno all’attivo un buon numero di concerti, da ricordare in particolar modo quello a La Spezia, in occasione della festa del Movimento Giovanile Salesiano ed il secondo posto al «contest» del Dopolavoro Ferroviario di Prato, nel 2005.
Gli Zahìron, tutti diciottenni, sono composti da Edoardo Colzi alla batteria, Lorenzo Ruffo alla chitarra, Francesco Bertini al basso e dal cantante e clarinettista Giulio Fazzini . Propongono un rock melodico con contaminazioni blues, tra le canzoni che presenteranno alla rassegna segnaliamo «(Qualcuno ha bussato) alle porte del blues» scritta da Fazzini.
Campanile Rock per gli Zahìron rappresenta il vero e proprio debutto avendo avuto finora solo l’occasione di suonare alle feste organizzate dal loro gruppo giovani presso la parrocchia.
La band si compone di cinque elementi: Marta Dalla Porta, la voce, Matteo Muscedra e Emanuele Virno, alla chitarra, Celestino Rossi, al basso, e Claudio Mascioli , alla batteria. Il gruppo propone oltre alle «cover» di celebri pezzi rock del passato, un pezzo strumentale rock-blues; è inoltre intenzione dei Muzungu cimentarsi prossimamente con la scrittura di pezzi inediti per cercare di condensare i diversi gusti musicali che li caratterizzano e che vanno dall’heavy metal allo ska/reggae.
La partecipazione a Campanile Rock rappresenterà per i Muzungu un vero e proprio debutto sul palco ed i cinque non nascondono la loro emozione al pensiero della serata, mentre imbracciano i loro strumenti e fanno riecheggiare delle loro note il cielo della periferia pratese.