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La Via di Caterina per le vie di Siena

Un pellegrinaggio nel pellegrinaggio. Si potrebbe definire così la proposta di seguire, una volta giunti a Siena, le orme della sua grande santa. Per i romei in cammino lungo la Francigena ci sarà magari da mettere in preventivo un giorno in più, ma del resto dalla città del Palio sarebbe un peccato scappar via subito. Ed ecco allora che l’idea di ripercorrere le vie care a Caterina è quanto di meglio si potesse suggerire.

A mettere a punto il progetto sono stati il Comune e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, in collaborazione con la Curia Arcivescovile e la società Vernice Progetti Culturali. Obiettivo del percorso delineato è guidare il visitatore alla scoperta dei luoghi simbolo della vita di Caterina e della sua fede in Cristo attraverso un tragitto interamente pedonale e percorribile sia singolarmente che in gruppo.

L’itinerario è progettato in modo tale che possa essere fruibile a tutte le tipologie di visitatori e pellegrini. Grazie ad elementi grafici identificativi dei singoli luoghi e all’utilizzo di una cartellonistica coordinata e di strumenti multimediali, il visitatore potrà facilmente seguirlo e godere anche dei capolavori storico artistici presenti nelle varie tappe.

Le informazioni messe a disposizione, complementari alla visita per la conoscenza dei luoghi e per la catechesi, prevedono più livelli di approfondimento, così da offrire la possibilità di una fruizione diversificata rivolta ai diversi target di visitatori e pellegrini. I touch screen multimediali che sono stati allestiti in ciascuna sede del percorso forniranno informazioni relative al luogo in cui ci si trova collegandosi in rete al sito www.viaesiena.it, al quale si potrà accedere anche attraverso il QR-code che sarà inserito in tutta la cartellonistica coordinata.

Un percorso, insomma, che permetterà di conoscere la straordinaria figura di Santa Caterina, scoprendo i luoghi segnati dal suo passaggio. Seguendo le sue orme, sarà possibile immergersi nella Siena trecentesca, vivendo l’esperienza dell’affascinante città medievale.

I luoghi1. Basilica di San DomenicoUn’imponente basilica gotica, strettamente legata alla figura di Caterina: al suo interno ella visse momenti salienti della sua eccezionale esperienza mistica. Nella Cappella dedicata alla Santa è possibile osservare osservare la più importante delle sue reliquie, la Sacra Testa. 2. Santuario Casa di Santa CaterinaUn complesso che permette di entrare nell’intimità di Caterina, nella sua casa natale, arricchita nel corso dei secoli di opere d’arte e trasformata in un vero e proprio Santuario (foto in alto): la visita attraverso i vari ambienti consentirà di comprendere le origini e la formazione della Santa. 3. FontebrandaCollocata nel quartiere dove nacque Caterina, è la più antica delle fonti della città e un luogo di enorme importanza per la vita del popolo senese dell’epoca: oltre a fornire acqua ai cittadini, garantiva l’esistenza di numerose attività, tra le quali la tintoria del padre della Santa. 4. Salita del CostoneIl luogo che fu teatro della prima visione di Caterina, avvenuta all’età di soli sei anni: un episodio che segnerà profondamente la sua vita futura. La memoria di quella visione è tramandata dall’affresco collocato lungo la via. 5. Battistero e scalinata di San GiovanniUn edificio sacro di grande interesse, annesso alla Cattedrale. Qui Caterina venne battezzata, come tutti i senesi per secoli. Lungo la scalinata che porta alla soprastante piazza del Duomo, una piccola croce su uno dei gradini segna il punto in cui la Santa cadde durante una tentazione del demonio. 6. Oratorio di Santa Caterina della NotteSituato all’interno dell’antico Spedale di Santa Maria della Scala, è il suggestivo luogo in cui Caterina pregava e faceva penitenza insieme ai confratelli dell’antica compagnia di San Michele Arcangelo. Sul lato sinistro dell’oratorio si può osservare l’angusta celletta in cui ella riposava dopo aver vegliato sui malati dello Spedale. La proposta del Vescovo: «Patrona anche di questa strada»Nel 550° anniversario della canonizzazione di Caterina e nel 150° dell’Unità d’Italia, Siena ha celebrato nei giorni scorsi le tradizionali feste della Santa in modo particolarmente solenne, come ha sottolineato nel Portico votivo dei Comuni italiani lo stesso arcivescovo monsignor Antonio Buoncristiani domenica 8 maggio. Per la prima volta, l’olio per la lampada votiva è stato offerto da un Comune esterno alla città, Monteriggioni. «Un grande onore», ha sottolineato nel suo intervento il sindaco Bruno Valentini, aggiungendo: «Ne siamo orgogliosi, anche perché vogliamo pensare che esista un profondo legame fra la Santa senese e Monteriggioni, fondato per volontà del popolo senese nel lontano 1213».

«Caterina – ha proseguito il sindaco – ha sicuramente attraversato più volte il territorio di Monteriggioni nei suoi innumerevoli viaggi verso i luoghi del potere del proprio tempo, viaggi che avevano lo scopo di riportare serenità in anni di grandi traversie. Quante volte sarà passata all’ombra delle torri del nostro Castello. Quante volte sarà stata ospitata presso la Badia ad Isola. Quante volte uscendo dai boschi del Monte Maggio avrà compreso di essere giunta alla meta scorgendo le torri della città di Siena che svettano sul profilo dell’orizzonte. L’alone protettivo della Santa si proietta ben oltre i confini della città murata. Fra i viaggi della Santa che ci piace ricordare c’è quello avvenuto nel 1376 verso i palazzi papali di Avignone, certo per perorare la causa di Firenze, ma anche per convincere il Santo Padre a ritornare ad essere il vescovo di Roma. Obiettivo che pochi mesi dopo, nel gennaio del 1377, venne raggiunto. La vita della grande santa senese in fondo è un tutt’uno con il viaggio, con il pellegrinaggio. E per una Amministrazione Comunale come la nostre che nutre l’ambizioso progetto di ridare vita, insieme alla gente ed a tutte le istituzioni laiche e religiose, alla strada che i pellegrini hanno percorso e percorreranno per andare a pregare sulla tomba dell’Apostolo Pietro, è un ulteriore momento di sintonia con la festa di oggi.

Il progetto della Via Francigena ha bisogno di donne e uomini che ci credano totalmente. È un primo passo quello compiuto dal Consiglio d’Europa che ha inserito il percorso fatto nel decimo secolo dal vescovo Sigerico fra i grandi itinerari culturali europei. Occorre crederci e lavorare e il ruolo della Chiesa sarà determinante, per trovare i simboli giusti, quelli che animano le gambe e la mente dei cittadini dell’Europa e del Mondo. Per attribuire al cammino una connotazione autentica, che eviti di mercificarlo o di ridurlo a mero percorso escursionistico e turistico, dove anche l’attuale viandante viaggia prima nel suo spirito che sulla strada. Ho personalmente apprezzato il richiamo dell’Arcivescovo quando ha ricordato il bisogno, a cominciare dall’attività di divulgazione delle guide turistiche, di insegnare o almeno rammentare il significato profondo delle opere architettoniche o artistiche che si ammirano. Su quella strada dicevo, dove i passi di Caterina hanno seguito e preceduto quelli di altri milioni di pellegrini».

Un concetto ribadito, nel suo intervento, dallo stesso monsignor Buoncristiani che, riferendosi alla Francigena, ha affermato: «Siena, giustamente definita storicamente come “figlia della strada”, ne è uno dei cuori principali e deve impegnarsi per una corretta valorizzazione di una via “europea” che è stata per secoli anche un percorso di pellegrinaggi di fede verso la Tomba degli Apostoli e, nell’opposta direzione verso Santiago di Compostella. E Santa Caterina proprio per essere tanto legata alla Roma dei Papi, per averla percorsa e per essere contemporaneamente una senese, compatrona di Roma, dell’Italia e dell’Europa, merita di esserlo anche per questa Via, perché possa accompagnare i pellegrini con la sua dottrina di conversione del cuore. Il Comune di Monteriggioni si sta particolarmente impegnando in tale progetto, e questa è per noi anche un’occasione per esprimere incoraggiamento e gratitudine».