Eventi: Via Francigena
Un’associazione per non smarrire la via
di don Domenico Poeta
Il 25 marzo 2010 è stata ufficializzata la nascita dell’associazione Ad Limina Petri (Alp), Associazione Ecclesiale Italiana della Via Francigena e delle Antiche Vie di Pellegrinaggio, tramite una lettera di presentazione che l’Ufficio Nazionale per il Turismo e lo Sport (Unts) della Cei ha inviato ai vescovi delle diocesi lungo la via, a firma del direttore don Mario Lusek. Ad oggi l’associazione ha provveduto a informare più dettagliatamente gli stessi vescovi, attraverso visite periodiche, nonché i parroci delle parrocchie lungo la via. Ha redatto inoltre un censimento delle stesse parrocchie e degli ospitali funzionanti e ha pubblicato una carta credenziale riconducibile a un’espressione della Chiesa italiana. Nel corso del 2011 sarà presentata una mappa degli ospitali più significativi da Aosta a Roma con dei «pacchetti» di progetti di recupero da presentare alle istituzioni.
Lo scopo dell’associazione, come recita lo statuto, è principalmente quello di diffondere la spiritualità cristiana della ricerca e del pellegrinaggio e favorire la diffusione del servizio in rapporto al pellegrinaggio sulle vie interessate. Il presidente pro tempore dell’associazione è stato indicato nella mia persona, don Domenico Poeta, della diocesi di Siena, la sede è stata fissata presso il Centro Pastorale della diocesi di Siena, per contatti si può telefonare o scrivere al segretario dell’associazione, Luciano Pisoni del Masci (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani), della diocesi di Bergamo, e-mail luciano_pisoni@ virgilio.it, tel 035-510628.
Il logo che è stato scelto ha richiesto una lunga meditazione per evitare scelte iconografiche superficiali o poco aderenti all’identità del pellegrinaggio in senso biblico, cioè verso la Gerusalemme celeste che scende dal cielo (Ap21), e al tempo stesso per evidenziare la figura dell’apostolo Pietro non soltanto in riferimento alla sede romana ma anche e soprattutto nella pregnanza del simbolismo neotestamentario.
Le domande di carattere pastorale a cui l’associazione vorrebbe rispondere sono molte; cerchiamo di focalizzare le principali. Mentre chiediamo a tutti i credenti di impegnarsi attivamente nella pastorale del pellegrinaggio mettendosi in contatto con noi, all’indirizzo del segretario, vi partecipiamo le nostre linee di servizio.
Come incarnare la ricchezza spirituale che il pellegrinaggio verso Roma ci offre?
1) non confondendo l’identità spirituale e culturale della via Francigena con un fenomeno semplicemente turistico, commerciale e sportivo;
2) garantendo una presenza ecclesiale negli ospitali della via.
Perdere l’identità cristiana che è radicata in Cristo (Col 2,7) e che perciò è viva, significherebbe perdere l’anima del pellegrinaggio.
Un corpo senza più l’anima è privo di vita. La collaborazione con le istituzioni civili, nel rispetto delle legittime autonomie, sta proprio qui. Una volta ammesso, in sede civile, il valore del pellegrinaggio a piedi, se ne devono creare coerentemente le condizioni di esistenza:
a) manca un regolamento specifico approvato dallo Stato italiano per l’ospitale che permetta l’accoglienza dei pellegrini a piedi con normative diverse da quelle delle strutture alberghiere o delle abitazioni familiari;
b) in Italia manca una via Francigena autenticamente dedicata ai pellegrini, con standard di sicurezza stradale sufficienti (piste laterali, guard-rail, marciapiedi) e di percorribilità (sono presenti cancelli, recinzioni, allungamenti-accorciamenti del percorso).
Sono necessarie delle comunità prima ancora che delle case in cui praticare l’accoglienza. Accogliere, per noi cristiani, non può significare semplicemente consegnare all’ospite la chiave di una camera in cui poter dormire. Accogliere significa donare il tempo, ringraziare insieme il Signore, pregare, mangiare insieme se possibile, fare insieme un tratto del cammino spirituale del pellegrinaggio sulla via per Roma.
È indispensabile la presenza dell’Alp, un’associazione delle comunità cattoliche dislocate lungo la via, in modo da avere un volto, per potersi confrontare e aiutare.
– È necessario richiedere la collaborazione di tutte le istituzioni ecclesiali, italiane ed europee, cattoliche e, magari anche protestanti, ne saremmo felici. Non dimentichiamo che i tracciati storici delle vie per Roma attraversano molte regioni protestanti.
– È importante la partecipazione attiva degli istituti religiosi maschili e femminili, dei monasteri, cattolici ed ecumenici, delle confraternite, delle misericordie, dei movimenti ecclesiali. Ognuna delle istituzioni citate può partecipare direttamente o inviando volontari agli ospitali della via per Roma.
– C’è poi bisogno di una segreteria operativa che sia rappresentativa delle realtà presenti lungo tutto il percorso italiano, fatta di persone che possano visitare le chiese particolari e le case religiose coinvolte nell’accoglienza.
Molte cose restano ancora da definire:
l la liturgia dell’ammissione all’ordo peregrinorum, la forma dello scrutinio-colloquio dei candidati al pelegrinaggio;
– una ricerca storico-iconografica da utilizzare per le immagini degli ospitali e, soprattutto, degli oratori-cappelle, che non saranno dei pupazzetti, come se ne vedono già, ma avranno una qualità biblica e liturgica.
– la fruibilità della ricchezza spirituale disseminata lungo la via: trovare le chiese aperte con l’orario delle messe e delle persone di riferimento della parrocchia, trovare delle guide scritte in varie lingue o dei volontari che aiutino i pellegrini a conoscere il significato catechetico dei luoghi di culto incontrati lungo la via, soprattutto nelle cattedrali.
Poi la via prosegue fino a Gerusalemme, attendendo l’incontro definitivo nella Gerusalemme del cielo.
Ritornando nelle città degli uomini, i pellegrini sono parte di una comunità universale, visibile, che può parlare al mondo delle persone comuni come anche al mondo dei potenti perché quell’esperienza straordinariamente ricca del pellegrinaggio, si traduca in incontro permanente di popoli per l’unità e per la pace.
Le Chiese locali e le loro istituzioni europee ed internazionali possono fare molto.
Perché non pensare ad un pellegrinaggio biennale non solo dei giovani, ma di tutti i pellegrini del mondo, per la pace, nelle città più significative del nostro tempo? Roma, Gerusalemme, New York, Mosca, Pechino.
C’è una lunga via da percorrere ancora.
Se saremo uniti non ci scoraggeremo di fronte alle difficoltà del lungo cammino che ci aspetta, andremo avanti, usque ad limina, fino alla meta.