Arezzo

Ezra Pound racconta la città di Piero.

All’elenco di personaggi che hanno conosciuto, visitato e parlato di Sansepolcro si deve aggiungere un altro nome. Lo scrittore americano Ezra Pound, considerato un grande della poesia moderna, ha parlato della nostra città nei suoi canti pisani, scritti a Pisa dopo il suo arresto avvenuto il 3 maggio 1945, con l’accusa di essere un simpatizzante del fascismo, da parte di due partigiani che lo consegnarono nelle mani della polizia militare del comando alleato. Per tre settimane fu rinchiuso in una gabbia di ferro, esposto al sole e ai riflettori di notte. Trasferito poi sotto una tenda, gli fu infine concesso di scrivere. Portato in America, fu poi rinchiuso dodici anni in un manicomio criminale come infermo di mente. Nel canto LXXVIII si trova scritto: «San Sepolchro – i quattro vescovi di metallo – lambiti dalla fiamma, fra le rovine, la fede – reliquari visti sull’altare». La nota precisa che si tratta proprio della cittadina in provincia di Arezzo, sviluppatasi intorno ad un oratorio nel quale due pellegrini posero le loro reliquie. Successivamente troviamo: «Così Nausicaa – raccolse il bucato o almeno andò a vedere che le – ancelle non fossero inoperose – o si sedessero alla finestra – a Bagni di Romagna sapendo che nulla poteva accadere…».Impossibile, quasi, stabilire il significato delle due citazioni perché la poesia di Pound è informale e oscura, procede come un flusso continuo di versi irregolari in cui le immagini e le associazioni si susseguono senza ordine come esplicitazioni di pensieri profondi e quasi inconsci. Il linguaggio è sperimentale e la sua cultura del poeta spazia dall’oriente all’occidente. È certo comunque che visitò la zona tosco-romagnola e che sull’altare della cattedrale vide i reliquari di metallo, da tempo non più visti, illuminati dalle candele, in un momento, forse, in cui era tangibile il passaggio della guerra. Possiamo sperare che la sorte gli abbia concesso un po’di serenità.Giuliana Maggini