Toscana
FAMIGLIA, ASSESSORE SALVADORI: PER NOI E’ AL CENTRO INTERVENTI
Costruire un reale sistema di welfare familiare con un occhio di riguardo ai minori, ristabilire i legami intergenerazionali, creare effettive possibilità di inserimento per gli immigrati, sostenere le reti di protezione per la famiglia, fondo per la non autosufficienza. Queste le proposte principali scaturite stamattina dal convegno sulla condizione della famiglia in Toscana che si è tenuto al Convitto della Calza.
All’incontro, organizzato dalla Regione in collaborazione con l’Irpet ed il Centro per le ricerche interdipartimentale sulla distribuzione del reddito, per la presentazione di una ricerca dell’Irpet, hanno partecipato, tra gli altri, il ministro alle politiche per la famiglia, Rosy Bindi, l’assessore regionale alle politiche sociali Gianni Salvadori, il senatore Massimo Livi Bacci ed il presidente della Comunità Capo d’Arco Vinicio Albanesi.
“Nella nostra regione secondo il rapporto dell’Irpet – ha sottolineato Salvadori – si vive meglio che nella maggioranza del paese ma questo non ci autorizza a dormire sonni tranquilli. Le condizioni di povertà si stanno allargando, interessando categorie sociali che prima non erano coinvolte. Poi esistono forme di povertà nascoste, come le oltre 50 mila persone che ogni mese vivono grazie agli aiuti del Banco Alimentare. Questo non si desume dal rapporto ma costituisce la sostanza del problema. Occorre intervenire per far fronte all’invecchiamento della società e per questo abbiamo istituito un fondo per la non autosufficienza che partirà dal 1° gennaio 2008. La famiglia per noi è al centro dell’attenzione ma non in senso ideologico ma in quanto ad interventi concreti”.
Il cambiamento demografico, il sostegno alle famiglie con anziani e bambini, una maggiore equità. Questi i temi toccati dal ministro Rosy Bindi durante la conclusione del convegno. “La Toscana ha più volte dimostrato di essere avanti rispetto al resto del paese per le politiche di welfare, spesso anticipando e stimolando scelte nazionali. Un esempio, il fondo per la non autosufficienza. Forse perché proprio in Toscana i dati relativi al cambiamento della famiglia (nuclei monofamiliari, separazioni, convivenze, tasso di natalità negativo) sono sopra alla media nazionale ed europea. A livello nazionale – ha aggiunto il ministro – stiamo assistendo alla rottura del legame tra generazioni, a persone anziane sempre più sole, all’impoverimento del cosiddetto ceto medio. Chi pensa di sovvertire tutto questo con politiche sociali di lotta alla povertà ha sbagliato strada. Occorre fare grandi scelte sui pilastri fondanti del nostro sistema: lavoro, retribuzioni, fisco, mobilità sociale. Senza poi dimenticare le politiche per i giovani, per il lavoro femminile, per l’università per la ricerca. E intervenire per valorizzare la risorsa immigrazione, perché non è aspettando la nascita di figli italiani che risolveremo i problemi dell’invecchiamento della nostra società nel breve periodo”.
Secondo il professore Livi Bacci, “va cambiata la logica di sostegno alla famiglia. Occorre riformare il welfare familiare in senso universalistico, come accade in altri paesi europei. Per questo però ci vorrebbe un governo con le spalle forti, per superare le opposizioni di determinate categorie”. (ANSA).
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