Toscana
FESTA TOSCANA: SEDUTA SOLENNE CONSIGLIO IN BASILICA S.CROCE
Il consiglio regionale ha celebrato il 218/mo anniversario dell’abolizione della pena di morte in Toscana (30 novembre 1786), da parte del granduca Leopoldo, con una seduta solenne dell’assemblea, nel cenacolo della basilica di Santa Croce. Nell’evento principale della Festa della Toscana, sono state ricordate le iniziative umanitarie della Regione. La seduta si è aperta con gli interventi del presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini, e della giunta Claudio Martini, seguiti da quelli di personalità impegnate nella difesa dei diritti dei bambini: monsignor Giorgio Biguzzi, padre missionario saveriano, da 25 anni in Sierra Leone; Marc Kielburger, fra i fondatori di «Free the children»; padre Tarcisio Pazzaglia, missionario comboniano in Uganda. Fra le iniziative della Regione, già promosse o in programma, sono state ricordate: la costruzione di un mappamondo che censirà le guerre in atto sul pianeta, il protocollo d’ intesa che sarà firmato tra i pediatrici Meyer di Firenze e di Beslan, i numerosi accordi con le Ong e una serie di iniziative per il recupero degli ex bambini soldato. La seduta si è chiusa con la presentazione del documentario per le scuole «Dopo la guerra» di Francesca Comencini, sulla vita dei bambini in Bosnia, a 10 anni dalla fine del conflitto etnico.
Aprendo i lavori, il presidente del consiglio regionale, Nencini, ha ricordato i «due milioni di bambini morti in guerra, i sei milioni rimasti invalidi e feriti, e i 37 milioni i profughi provocati dalle guerre tra il 1990 e il 2000». Quindi, ha concluso Nencini «è nostro dovere far conoscere la gravità della guerra e dare vita ad azioni concrete, come quelle previste per sostenere gli ospedali dell’ Ossezia o per nuovi accordi di cooperazione con le organizzazioni che operano nel mondo. Perché non basta demonizzare la guerra per scongiurarla». Poi è stata la volta di monsignor Giorgio Biguzzi, che ha parlato della «dimenticata guerra durata oltre dieci anni in Sierra Leone, che ha divorato le vite di decine di bambini soldato. Esseri umani che solo con sacrificio possono tornare a una vita normale». Il fondatore dell’associazione canadese «Free the children», Marc Kielburger, ha voluto lanciare un messaggio di speranza, ricordando «storie che possono far guardare al futuro con fiducia. Come quella di Santos, ragazzo della Sierra Leone, che ha preferito farsi tagliare la mano destra pur di non diventare un guerrigliero. Oggi è salvo e felice per essere riuscito a farsi una vita». Mentre Tarcisio Pazzaglia, prete comboniano, da anni impegnato per salvare i bambini soldato dell’Uganda, ha raccontato che «l’esercito ribelle cattura i bambini nelle scuole e nelle loro capanne mentre dormono, per poi usarli come soldati». A chiudere gli interventi, Martini. «Entro il 2005 – ha detto – verranno spesi nel mondo 958 miliardi di dollari in armi, che fomenteranno altre guerre. La Toscana è impegnata nella difesa dei più piccoli non solo con questa festa, ma con progetti concreti come la cooperazione sanitaria pediatrica fra israeliani e palestinesi e quella fra il Meyer di Firenze e l’ospedale di Beslan». (ANSA)