Toscana
Firenze cerca una via d’uscita dal «pasticcio» della Fortezza
Il caso è esploso quando alcuni giornali cittadini hanno iniziato a mostrare le foto del cantiere aperto in piazzale Caduti nei Lager per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo. Le immagini parlavano chiaro: oltre alla parte interrata, prevista dal progetto originario, era comparsa un’imponente struttura in cemento, destinata a ospitare negozi e servizi, che copriva in parte le antiche mura del forte mediceo disegnato da Antonio da Sangallo. Le polemiche sono proseguite con toni sempre più alti fino a che il sindaco Leonardo Domenici, lo scorso 5 gennaio, ha firmato l’ordinanza per la sospensione cautelare dei lavori. Una sospensione che ha l’obiettivo di poter valutare «in un lasso di tempo ragionevolmente breve» la «congruità paesaggistica» del progetto «rispetto alla visione d’insieme che si deve avere della Fortezza da Basso».
Una iniziativa accolta con favore dagli altri partiti della maggioranza: «Il senso di responsabilità che contraddistingue il governo di centrosinistra fiorentino – ha affermato il capogruppo della Margherita Nicola Perini- si traduce anche nel tornare sulle decisioni assunte laddove se ne evidenzi la necessità. Crediamo sia giunto il momento di mettere sul tavolo proposte concrete per contribuire alla soluzione ottimale». Ironico il commento dell’opposizione, che fin dall’inizio aveva criticato i lavori alla Fortezza: «A dar retta al centrodestra questa città ne avrebbe abbondantemente guadagnato» ha affermato il vicecapogruppo di Forza Italia Gabriele Toccafondi.
Nel nuovo progetto, publicato nel 2002, in piazzale Caduti dei Lager si prevede un parcheggio sotterraneo a tre piani. Su questi progetti viene organizzata una gara d’appalto vinta da «Firenze mobilità», una cordata di aziende incaricata dal Comune anche di realizzare i parcheggi in piazza Beccaria, piazza Alberti e Peretola, oltre a spazi commerciali e alloggi. «A questo punto – prosegue Blasi – è difficile capire cosa sia successo: il fatto è che i progetti realizzati sono diversi da quelli su cui era stato fatto il bando di concorso. Il progetto originario è chiaro, non ci sono costruzioni sopraelevate, tutto è sottoterra. Dalle foto del cantiere che vediamo in questi giorni, è facile capire che il progetto è stato completamente stravolto. Perché è stato fatto, chi è stato e chi lo ha permesso non sono in grado di dirlo, e non mi interessa: l’importante adesso è rimediare tornando al progetto originario». Per questo, dice, appare inutile l’idea di un referendum: «Per capire dove si è sbagliato, e quali possono essere le soluzioni, c’è bisogno di professionisti seri, gente qualificata che lavori nell’interesse pubblico. Affidare la questione ai cittadini, che non hanno la competenza necessaria, significa ridurre tutto a una polemica politica».
Sul fronte della mobilità, procedono gli interminabili lavori per la tramvia: a dicembre è iniziata la realizzazione del ponte sull’Arno, all’altezza del parco delle Cascine, che costituisce un passaggio importante per la linea 1, quella che collegherà il centro di Firenze con Scandicci. La tramvia dovrebbe finalmente offrire un’alternativa valida all’uso dell’auto, un mezzo di trasporto pubblico rapido e affidabile. Resta da capire se la viabilità ordinaria, già perennemente in crisi, potrà sopportare il restringimento delle strade necessario per far posto ai binari del tram.
Grande attesa anche per la nuova stazione dell’Alta Velocità, disegnata dall’architetto Norman Foster, una delle firme più prestigiose in questo campo. Anche qui si tratta di valutare l’impatto che avranno i lavori necessari a far passare sotto la città i treni superveloci. I benefici per Firenze saranno, oltre alla possibilità di collegamenti più rapidi con Bologna, Milano e il nord Italia, anche la possibilità di usare i binari di superficie per la mobilità urbana.
Dal punto di vista urbanistico, gli interventi più eclatanti riguardano la zona di Novoli, dove è nato il nuovo Polo Universitario e dove nascerà (è già in fase avanzata di realizzazione) il nuovo Tribunale.