Toscana

FIRENZE, IL 4 GIUGNO LA FESTA DELLA SOLIDARIETA’

Quattro piazze ognuna con un tema diverso (e protagonisti diversi), seminari di approfondimento e la consueta festa, dopo cena, al parco dell’Istituto d’Arte, per raccogliere ulteriori fondi in favore di sei progetti di cooperazione internazionale. Sabato 4 giugno le piazze di Firenze saranno il teatro di “Firenze per …” e della “Giornata della solidarietà consapevole”, settima edizione della festa della solidarietà. Una festa dedicata quest’anno a Tiziano Terzani con la presenza della moglie Angela, un’iniziativa organizzata dal Collettivo Specola con il patrocinio di Regione, Provincia, Comune di Firenze e Quartiere 4.

“La città di Firenze ha la cultura della mondialità iscritta nel proprio Dna, si tratta solo di continuare ad alimentarla – ha detto l’assessore alla cooperazione internazionale Massimo Toschi, presentando la manifestazione – Il valore di questa iniziativa proposta da un gruppo di giovani è che oltre all’attenzione alle grandi questioni del mondo c’è anche un impegno concreto per risolverle, con progetti concreti. Dunque incontrarsi, parlare, discutere ma anche fare”. “La solidarietà – ha aggiunto Toschi – o è consapevole oppure non è solidarietà: è soltanto un modo per allontanare i problemi da sé e tranquillizzare la propria coscienza. La sfida della cooperazione riguarda tutta la Regione e in Toscana sono tanti, oltre 1500, i soggetti già impegnati nell’aiutare i paesi più poveri”.

La festa nelle piazze inizierà alle 15 e proseguirà fino alle 20. Santa Maria Novella sarà la piazza dei popoli e della pace, con protagoniste, accanto alle associazioni, tutte le comunità straniere presenti in città. Piazza Signoria sarà la piazza dei diritti umani e civili, piazza SS. Annunziata sarà la piazza dei bambini e per l’infanzia, dove gli stessi bambini saranno protagonisti costruendo giochi o nei laboratori sulla lettura. Santa Croce sarà infine la piazza dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Complessivamente saranno 137 le associazioni presenti. Grande attenzione sarà dedicata ai particolari, con un uso ridotto della plastica e bicchieri in mater-bi completamente biodegradabili. Accanto alla festa in piazza ci saranno anche alcuni seminari. Alle 10 nel Salone de’ Dugento in Palazzo Vecchio si parlerà di Africa e delle sue potenzialità. Il titolo del seminario è “L’Africa ci salverà”: interveranno Pape Diaw e l’assessore Massimo Toschi, Jean-Leonard Toudì e Raffarle K.Salinari, introdurrà Lisa Clark. Alle 17, sempre in Palazzo Vecchio, il dibattito proseguirà sul WTO e le regole del commercio internazionale, seminario a cui interverranno Luciana Castellina, Luca Colombo, Antonio Tricarico e Tommaso Fattori. Prima, alle 16 nella sala teatina del Centro internazionale studenti “La Pira”, si svolgerà una tavola rotonda a cura di Manitese sulla ricerca dell’identità e dei valori africani. Dalle 14.30 fino alla 21 sarà anche possibile visionare gratuitamente documentari e cortometraggi provenienti da tutto il mondo presso il cinema Spazio Uno di via del sole 10. Alla festa al Parco dell’istituto d’arte di Porta Romana, dalle 21 in poi, non mancherano concerti e musica dal vivo: tra le band, tra gli altri, i Train de vie.Il ricavato della festa sarà interamente devoluto al finanziamento di sei progetti. Chi non potrà partecipare alla festa potrà dare il proprio contributo con una donazione sul conto corrente 115664 presso la Banca Etica, intestato al Collettivo Specola. Due dei sei progetti che saranno finanziati riguardano il Kenya: aiuti per l’università spontanea dei profughi che dalla zona dei grandi laghi si sono rifugiati in Kenya e aiuti per i bambini della periferia di Nairobi. C’è un progetto anche per il sostegno alimentare, sanitario ed educativo ai bambini poveri di Tombouctou in Mali, un presidio permanente per le vaccinazioni nel Chiapas in Messico ed un progetto per educare i cacciatori dell’oasi di Palmira in Siria al rispetto della biodiversità.L’ultimo intervento riguarda l’Italia, con la raccolta di beni di prima necessità destinati ai Rom del quartiere napoletano di Scampia, che abitano sotto un cavalcacia di un’autostrada mai terminata, senza elettricità e in case di cartone. (cs-gp/wf)