Toscana
FLOROVIVAISMO: 5 COMUNI VARANO UNICO DISTRETTO 3600 ETTARI COLTIVATI, 3500 ADDETTI, 1270 AZIENDE
La piana pistoiese sarà un unico distretto vivaistico. Ne hanno sancito l’avvio, con una firma sull’accordo di pianificazione, i sindaci di Pistoia, Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle, ovvero quei comuni che da soli contano l’80% di tutta la superficie a vivaio della provincia più «vivaistica» d’Italia, capace di rappresentare da sola oltre un quarto della produzione nazionale. Lo scopo è quello di dare nuovo impulso e sviluppo ad un settore che rappresenta, con i suoi trecento milioni di euro, i 3.600 ettari coltivati, i 3.500 addetti e le 1.270 aziende, uno degli assi portanti dell’economia locale.
Nel documento, sottoscritto questa mattina a Pistoia dal sindaco del capoluogo, Renzo Berti, da quello di Montale Piero Razzoli, di Agliana Paolo Magnanensi, di Quarrata Sabrina Sergio Gori e di Serravalle Pistoiese Renzo Mochi, si istituiscono tre tavoli di lavoro tecnico-politici: il primo per armonizzare la normativa vigente in tema di urbanistica ed edilizia; il secondo per semplificare ed uniformare i procedimenti amministrativi; il terzo per le questioni igienico sanitarie.
«Consideriamo gli interventi per la crescita del vivaismo – ha detto il sindaco di Pistoia, Renzo Berti – uno degli impegni strategici del nostro mandato. Per questo abbiamo finanziato la realizzazione della strada dei vivai e firmiamo oggi questa intesa con gli altri Comuni della piana, che io considero il primo, importantissimo passo, per una serie di interventi nel settore. Pistoia intende consolidare così, anche in accordo con gli imprenditori del settore, uno dei due principali motori del suo sviluppo». La volontà di istituire il «Distretto vivaistico-ornamentale pistoiese, così come prevede la legge regionale 5/2004, è stata espressa in maniera congiunta dalle associazioni imprenditoriali di settore e dalle rappresentanze sociali interessate, insieme alla Provincia ed ai Comuni, per favorire lo sviluppo rurale del territorio, valorizzare l’identità storica e produttiva dell’area anche attraverso processi di integrazione fra le diverse attività locali che partecipano al processo produttivo. (ANSA).