Toscana

G5 SULL’IMMIGRAZIONE: NIENTE ACCORDO SU CENTRI ACCOGLIENZA CLANDESTINI IN AFRICA

«La Francia non accetta campi di accoglienza per immigrati da realizzare nei Paesi del Nordafrica». Lo ha sottolineato il ministro dell’Interno francese, Dominique de Villepin, a conclusione del vertice del G5 a Firenze. «Non spetta all’Unione europea – ha spiegato de Villepin – di progredire in questa direzione. Dobbiamo invece lavorare con i Paesi di transito dei clandestini, con l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) e le organizzazioni umanitarie. Spetta a loro organizzare queste cose».

Niente accordo, quindi, tra i ministri dell’Interno del G5 riuniti ieri e oggi a Firenze sulla realizzazione di centri di accoglienza per gli immigrati da realizzare nei Paesi del Nord Africa. La proposta, avanzata dai ministri dell’Interno italiano e tedesco, Giuseppe Pisanu e Otto Schily, è stata avversata, oltre che dalla Francia, anche dalla Spagna con il ministro Josè Antonio Alonso. Sull’immigrazione, ha spiegato il ministro Pisanu nella conferenza finale, «è stata riconosciuta la necessità che, trattandosi di un fenomeno in crescita, destinato a raddoppiare nei prossimi 30-40 anni, l’Europa debba darsi una politica globale ed equilibrata. L’Africa – ha aggiunto – è l’area di interesse prioritario per la quale vanno adattati interventi concreti e proporzionali all’emergenza in atto».

È stato stabilito, ha proseguito Pisanu, «che i rifugiati vanno distinti dagli immigrati economici (coloro che scelgono di emigrare per trovare migliore condizioni di vita, Ndr) e ad essi va garantita tutta la protezione umanitaria, evitando però casi di asilum shopping, cioè che emigranti economici si facciano passare per rifugiati». Sul tema dell’immigrazione, i cinque ministri hanno concordato sulla necessità di sostenere lo sviluppo dei Paesi di origine; aiutare i Paesi di transito che sono d’accordo a controllare le proprie frontiere e a migliorare le proprie capacità di rimpatrio dei clandestini; incoraggiare la conclusione di accordi bilaterali e multilaterali con i Paesi di origine e transito dei flussi clandestini; combattere le filiere criminali che traggono enormi profitti dal traffico di esseri umani e che rappresentano un reale pericolo per i legami con gli altri traffici illeciti e con il terrorismo; sostenere gli sforzi della commissione in collaborazione con l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, per lo sviluppo della politica di asilo nei Paesi terzi. (ANSA).

Nessun accordo neanche sul candidato comune per la guida di Europol a poche ore dal termine per la presentazione delle candidature. «L’Italia – ha spiegato il ministro Giuseppe Pisanu – ha presentato un proprio candidato, ma in uno spirito europeo e di collaborazione siamo aperti a tutte le soluzioni». Anche i ministri dell’Interno degli altri quattro Paesi hanno riferito di aver presentato un proprio candidato. (Ansa)