Toscana
Giglio, richiusi i sentieri ripristinati sei anni fa
Sta di fatto che oggi i sentieri ripuliti dal Parco «sono stati nuovamente abbandonati e si stanno richiudendo soffocati dalla rigogliosa macchia mediterranea gigliese». Basta un’estate infatti, nei territori insulari o litoranei, perché la vegetazione soprattutto cespugliosa avanzi fino a rendere nuovamente impercorribili itinerari anche di una certa larghezza. Un problema comune a molte zone, che può essere risolto solo garantendo una costante ripulitura dei percorsi stessi e, d’altro lato, promuovendone e incentivandone la fruizione anche per favorire il loro naturale mantenimento. Al Giglio, evidentemente, non è stata fatta né l’una cosa né l’altra: «Si pensi denuncia infatti Legambiente che il Parco Nazionale ha dedicato a tutte le isole dell’Arcipelago Toscano una piccola guida che illustra le bellezze naturali e paesaggistiche, la storia e i principali sentieri, tutte meno il Giglio che è la seconda isola dell’Arcipelago per estensione e popolazione!». Di conseguenza, in questo territorio «si sta perdendo l’unico lavoro visibile fatto dal Parco in più di otto anni».
E non è certo di buon auspicio il fatto che nel nuovo sito internet dei sentieri toscani gestito dalle sezioni del Cai, presto disponibile dalla pagina geografia.toscana.it e comprendente solo itinerari di sicura percorribilità, quelli dell’isola non siano stati per niente inseriti.
Il Parco Nazionale, afferma Legambiente Arcipelago Toscano, dovrebbe «finalmente dimostrare al Giglio che la protezione dell’ambiente non è solo vincoli ma anche occasione di nuovo sviluppo e valorizzazione delle risorse ambientali», e «potrebbe cominciare a farlo con i sentieri, mettendo fine all’abbandono a all’incuria. Sarebbe la cosa migliore e più concreta per dimostrare ai Gigliesi che il Parco esiste e che il vento è cambiato».
Eventuali suggerimenti per questa rubrica possono essere segnalati all’indirizzo e-mail marco.lapi@toscanaoggi.it