A cinque anni dal successo dell’esposizione “Gli Etruschi dall’Arno al Tevere”, si rinnova il proficuo sodalizio tra il Museo del Louvre di Parigi e il Maec di Cortona, a cui oggi si aggiunge un terzo prezioso elemento: il Museo Henri Prades di Montpellier con il sito archeologico di Lattes. Insieme hanno dato vita alla mostra “Gli Etruschi maestri di scrittura”, che proprio nelle sale del museo cortonese espone, dal 19 marzo al 31 luglio, le preziose testimonianze della presenza etrusca nel Mediterraneo tra il VII e il I secolo a.C. attraverso la scrittura.La regina dell’esposizione è la cosiddetta “mummia di Zagabria”, che per la prima volta lascia il Museo archeologico della capitale croata: in realtà si tratta delle bende che avvolgevano un’antica mummia egizia. A metà ‘800 un collezionista croato l’ha comprata in Egitto, ma solo dopo, togliendo le bende, si è accorto che la sorpresa era proprio sul tessuto: lunghe file di lettere sconosciute, non egizie, come facilmente ipotizzabile, né greche. Solo decenni dopo si è capito che si trattava di un’epigrafe etrusca, attualmente la più estesa al mondo. Le interviste a Paolo Giulierini, membro del Comitato tecnico del Maec; Laurent Haumesser, Conservatore della collezione etrusca del Museo Louvre; Lionel Pernet, già direttore del Museo Henri Prades di Montpellier e attualmente direttore del museo di Stato di Losanna; Sanjin Mihelić, direttore del Museo archeologico di Zagabria.Servizio di Beatrice Bertozzi. Riprese di Riccardo Ciccarelli. TSD Notizie del 18 marzo 2016.