Per un giorno Palazzo delle Laudi non è stato solo il luogo del potere. Per un giorno Sansepolcro ha messo da parte le bandiere politiche e ha spalancato la sala del consiglio comunale alla riflessione su uno dei drammi che sta lacerando la società contemporanea: la crisi della famiglia. Separazione, divorzio, cause per l’affidamento dei figli, il dramma della comunicazione interrotta che trasforma l’amore in spirito di rivalsa, in vendetta e rende ciechi, inducendo gli stessi genitori a commettere la più grande delle ingiustizie, quella contro l’innocenza dei propri figli. È questo il mondo che ha cercato di raccontare «Nel nome dei figli» il libro presentato nella città biturgense sabato 19 febbraio dallo stesso autore Vittorio Vezzetti, medico, pediatra, e co-fondatore di «Figlipersempre Onlus» e di Adiantum, associazione di associazioni nazionali per la tutela del minore.Dall’esperienza personale di Vezzetti è nato quello che con ogni probabilità è il primo romanzo italiano interamente ambientato nei meandri del diritto di famiglia. Una vicenda che ripercorre tutte le tematiche della crisi della famiglia e delle sue soluzioni giuridiche, sociali e psicologiche, un ritratto della società contemporanea attraverso gli occhi dei bambini, spettatori impotenti dinnanzi ad un rancore incomprensibile che li deruba dell’infanzia stessa. Vittime inermi e silenziose troppo spesso dimenticate dall’intera società incapace di difenderne i diritti inalienabili dell’infanzia. L’iniziativa è stata promossa dalla libreria del Frattempo di Sansepolcro.Elena Girolimoni