Toscana
Il Papa è tornato in Vaticano
Dopo dieci giorni di degenza Giovanni Paolo II è tornato in Vaticano dal Policlinico Gemelli di Roma, dove era stato ricoverato martedì 1° febbraio per una laringo-tracheite acuta. Il Pontefice ha lasciato l’ospedale poco dopo le 19 del 10 febbraio a bordo della papamobile’, accompagnato dai suoi segretari, monsignor Stanislao Dziwisz e monsignor Mieczyslaw Mokrzycki; l’automobile ha proceduto lentamente tra due ali di folla che applaudivano il Santo Padre, il quale ha saluto più volte i presenti con la mano. Il lungo corteo di auto ha attraversato le strade di Roma per poi arrivare a piazza San Pietro, che appariva deserta e illuminata. Il Papa è apparso in discreta forma e con il volto sereno.
L’annuncio del suo rientro in Vaticano era stato dato in mattinata dal direttore della Sala Stampa Joaquín Navarro-Valls, il quale aveva precisato che la laringo-tracheite acuta che aveva colpito il Papa era guarita e che proseguiva favorevolmente il miglioramento delle condizioni generali.
A mezzogiorno precise, le tende della stanza al decimo piano dell’ospedale, dove Giovanni Paolo II è ricoverato da quasi una settimana, si sono finalmente aperte. Dopo qualche minuto è apparso il Papa a mezzobusto, che in silenzio e assorto guarda il cortile.
La sua apparizione alla finestra del Policlinico «Gemelli», dove è ricoverato da martedì sera per le complicazioni di una sindrome influenzale, nonostante fosse stata preannunciata ieri sera dal portavoce Navarro Valls, è stata comunque una grande notizia che testimonia sia del suo miglioramento di salute che della sua tenacia nel rimanere fino all’ultimo delle sue forze alla guida della Chiesa. Le immagini hanno fatto subito il giro del mondo e sono state trasmesse in diretta anche dai grandi network arabi, comne l’emittente qatariota Al Jazeera.
La voce del sostituto della Segreteria di stato, l’arcivescovo Leonardo Sandri, si diffonde leggendo il testo intenso e pieno di gratitudine per il personale del policlinico Gemelli e per tutte le persone che hanno pregato per lui: “In mezzo agli altri malati, ai quali va il mio affettuoso pensiero, continuo a servire la Chiesa e l’intera umanita (…) A tutti e a ciascuno assicuro la mia gratitudine, che si traduce in costante invocazione al Signore secondo le vostre intenzioni, come anche per le necessità della Chiesa e per le grandi cause del mondo”.
“Un grande ponte esteso all’Italia e al mondo intero” ha detto il cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) rispondendo alle domande di un cronista del programma di RaiUno “A sua immagine” che gli chiedeva di commentare la semplice ma suggestiva cerimonia.
Il cardinale Ruini ha ricordato anche “i titoli dei giornali, i sentimenti e la preghiera” che hanno accompagnato in questi giorni la degenza del Papa in ospedale. Al cronista che descriveva “un’incalzante terapia della preghiera” il porporato ha risposto ricordando che “sono stati molti anche i non cattolici” a pregare in questi giorni per la salute di Giovanni Paolo II.
Ecco il testo del Messaggio del papa, lette da Mons. Sandri:
Oggi mi rivolgo a voi dal Policlinico Agostino Gemelli, dove mi trovo da alcuni giorni assistito con amorevole sollecitudine da medici, infermieri e personale sanitario, che ringrazio di cuore.
Giunga a tutti voi, carissimi Fratelli e Sorelle, ed a quanti in ogni parte della terra mi sono vicini, l’espressione della mia riconoscenza per il sincero e partecipe affetto, che in questi giorni ho avvertito in modo particolarmente intenso.
A tutti e a ciascuno assicuro la mia gratitudine, che si traduce in costante invocazione al Signore secondo le vostre intenzioni, come anche per le necessità della Chiesa e per le grandi cause del mondo. Così, anche qui in ospedale, in mezzo agli altri malati, ai quali va il mio affettuoso pensiero, continuo a servire la Chiesa e l’intera umanità.
Si celebra oggi in Italia la Giornata per la vita. Nel Messaggio pubblicato per la circostanza, i Vescovi italiani pongono l’accento sul mistero della vita come relazione, che richiede fiducia. Occorre fidarsi della vita!
Fiducia nella vita reclamano silenziosamente i bambini non ancora nati. Fiducia chiedono pure tanti bambini che, rimasti senza famiglia per diversi motivi, possono trovare una casa che li accolga attraverso l’adozione e l’affido temporaneo. Con speciale sollecitudine penso, pertanto, all’amato popolo italiano e a tutti coloro che hanno a cuore la difesa della vita nascente. In particolare sono a fianco dei Vescovi italiani, che continuano ad esortare i cattolici e gli uomini di buona volontà a difendere il diritto fondamentale alla vita, nel rispetto della dignità di ogni persona umana.
Maria, Regina delle famiglie, ci aiuti a vincere la sfida della vita, che è la prima tra le grandi sfide dell’umanità di oggi.