Toscana

IMMIGRAZIONE, CARITAS LIVORNO: È LA CASA IL PRIMO PROBLEMA

«Anche a Livorno gli immigrati fanno fatica a trovare una casa e sono penalizzati rispetto agli italiani perché i proprietari affittano loro poco volentieri». Lo ha denunciato il servizio sociale della Caritas diocesana di Livorno, che ha svolto uno studio sugli stranieri che si rivolgono ai centri d’ascolto dell’associazione.

«L’indagine non dà contributi scientifici – ha spiegato Luca Santoni, tra i responsabili del servizio – ma offre uno spaccato sociale dentro cui misurare le politiche sociali degli enti locali e la reale disponibilità all’accoglienza dei livornesi”. Nonostante alcuni risultati positivi emerge che anche a Livorno, secondo la Caritas, la diffidenza nei confronti degli stranieri è ancora molta. «Anche se questa è una città che ha fatto molto sul piano delle politiche sociali, molti stranieri che vengono da noi – ha spiegato Luca Tinghi vicedirettore della Caritas diocesana – vivono il dramma della mancanza di una casa, ma a differenza di quanto accade per gli italiani, a loro i proprietari affittano poco volentieri. E questo accade anche se noi stessi, come Caritas, offriamo garanzie di pagamento alle agenzie o ai proprietari». «Il fatto – ha proseguito Tinghi – è che lo straniero regolarmente presente in Italia e con una busta paga fa fatica a trovare un alloggio dignitoso. È chiaro che questo ne aumenta il disagio e rende l’integrazione estremamente più difficile”.

Tra gli immigrati che si rivolgono ai centri di ascolto della Caritas livornese i più numerosi sono i peruviani (circa il 18 per cento del totale) seguiti da rumeni (16,84%) e ucraini (13,28%). Il 57,54% degli immigrati sono uomini e vivono da soli.(ANSA).