In Europa una donna può essere comprata per 2000 dollari e rivenduta allo stesso prezzo o anche di più, per poi finire sul marciapiede. Si stima che nella sola Serbia i profitti dalla prostituzione ammontino a 40 milioni di euro annui, escludendo quelli derivanti dal traffico di esseri umani, notevolmente superiore. Un immigrato che dalla Slovacchia cerca di arrivare in Italia è costretto a pagare ai trafficanti più di 3000 dollari, dalla Cina addirittura 13.000 dollari, e può rischiare anche di essere sequestrato finché qualcuno non paga un riscatto. Sono alcune delle stime e delle notizie contenute nel nuovo rapporto del Comitato Moneyval del Consiglio d’Europa (Coe), rese note oggi on line sul sito del Coe, che contiene informazioni sui proventi della tratta di esseri umani e del contrabbando di individui. Il rapporto è stato elaborato in collaborazione con il Gruppo di azione finanziaria sul riciclaggio di denaro, un organismo intergovernativo contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Moneyval controlla l’applicazione delle norme internazionali in questi ambiti. Nel rapporto vengono fornite le cifre richieste dai trafficanti per il trasferimento degli immigrati nei Paesi ricchi, che variano da un minimo di 250 euro per entrare in Macedonia, agli 800-1000 dollari per transitare dall’Africa all’Europa attraverso Malta, fino ai 13.000 dollari dalla Cina all’Italia. “Più difficile” invece stabilire i prezzi per il traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, si legge nel rapporto, perché questa attività è portata avanti sotto la “legge del silenzio”. Oltre alle prostitute comprate e rivendute per 2000 dollari, in Italia si da notizia dei sequestri, consuetudine usata soprattutto con i cinesi. “Una volta in Italia, senza saperlo, vengono catturati da qualcuno fino a che i parenti o i loro datori di lavoro non rilasciano un riscatto per il rilascio, un cifra che si aggira intorno ai 13.000 euro. Se nessuno paga, i migranti vengono venduti ad un’altra organizzazione o schiavizzati in attività manifatturiere illegali”.Sir