Toscana
IMMIGRAZIONE: REGIONE TOSCANA STUDIA CITTADINANZA
La Regione Toscana sta studiando un testo unico sull’immigrazione, che riunisca le norme regionali in vigore e introduca delle novità, come il concetto di cittadinanza di residenza e la Consulta regionale degli immigrati. L’intenzione della giunta è di definire il testo unico entro la fine di febbraio. Dell’idea hanno parlato il presidente della Regione, Claudio Martini, e il vicepresidente, Angelo Passaleva, a margine dei lavori della Conferenza regionale dell’immigrazione, in corso al Convitto della Calza. «L’obiettivo – ha detto Martini – è rilanciare l’idea di una legislazione all’avanguardia. Una esito positivo dell’esame della Consulta sullo Statuto potrebbe aprire la strada a sperimentazioni interessanti. Penso alla Consulta regionale degli stranieri, che potrebbe diventare un interlocutore costante e riconosciuto delle istituzioni. E potremmo proporre il concetto di cittadinanza di residenza, che stabilisca una griglia di diritti e doveri per gli stranieri che siano residenti in Toscana da un certo numero di anni e con certi requisiti, penso all’occupazione e al fatto che siano in regola». Secondo Martini, «questo sarebbe un bel passo avanti nell’integrazione. Certo, si tratta di un lavoro non semplice e che richiede un raffinato studio legislativo. Anche per quel che riguarda la partecipazione degli immigrati alle decisioni delle istituzioni, dovremo perseguirla sulla base delle competenze che hanno le Regioni».
Fra i temi affrontati durante la Conferenza «il rapporto fra istituzioni e immigrati – ha ricordato Passaleva – il problema dell’abitazione; l’accoglienza delle persone in attesa di vedersi riconosciuto lo status di rifugiato politico; la tratta, che spesso conivolge le minorenni; il tema dei minori non accompagnati». Con Martini e Passaleva è intervenuto Michel Vauzelle, presidente della Regione francese Pacà, che ha parlato della necessità di una collaborazione fra le regioni europee in tema di immigrazione e ha ribadito l’esigenza di allargare il diritto di voto agli stranieri almeno nelle elezioni locali «bisogna creare una cittadinanza partecipativa – ha detto – che punti sul concetto di residenza e non solo sul quello della nazionalità».
In base a un rapporto della Caritas, in Toscana ci sono 206 mila stranieri (il 4,9% della popolazione), il 57% in più rispetto al 2003. Arrivano da 140 paesi e fra loro, 175 mila hanno un regolare permesso di soggiorno. La Toscana, in questa particolare graduatoria, è preceduta da Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto. La percentuale di stranieri rispetto ai toscani (4,9%) risulta più alta della media italiana (3,2%), ma inferiore a quella europea (5,2%). La nazionalità più rappresentata è quella albanese (31.000), seguita da quella cinese (23.000). Poi arrivano la rumena (19.000) e quella marocchina (13.000). (ANSA).
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