Arezzo - Cortona - Sansepolcro

In diocesi l’Ottobre missionario dedicato ai racconti delle esperienze a fianco dei poveri.

Torna l’Ottobre missionario che nella diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro avrà il suo fulcro negli appuntamenti organizzati in questo fine settimana e nel prossimo week-end. Come ogni anno, l’iniziativa offre la possibilità di accrescere la sensibilità delle comunità parrocchiali per ciò che riguarda i temi della solidarietà, della carità e, per i credenti, della dimensione missionaria della fede cristiana.E come ogni anno i protagonisti sono i più giovani, quelli che, guidati da una sorta di «istinto» umanitario e caritatevole, spinti dalla voglia di conoscere le realtà umane più misere, partono per le varie missioni sacrificando un mese delle loro vacanze estive. «La missione è una questione d’amore», ha scritto Benedetto XVI nel suo messaggio per la Giornata mondiale missionaria 2008. Lo sanno bene i ragazzi della nostra diocesi che, in numero sempre crescente, vogliono toccare con mano i drammi e le speranze del Sud del mondo e che si rivolgono al Centro missionario diocesano guidato dal diacono Giovanni Nocentini per fare un’esperienza a contatto con le povertà. Di solito si tratta di studenti universitari che sfruttano il tempo tra un appello e l’altro degli esami; spesso accade che partano subito dopo aver discusso la tesi di laurea. Tra questi giovani, molte sono ragazze e tra loro un’alta percentuale sono studenti in medicina.Il programma dell’Ottobre missionario 2008 avrà come sfondo la parrocchia di Pescaiola ad Arezzo. Il primo incontro è previsto domenica 19 ottobre: si comincia alle 16.30 con il racconto dei giovani sulle loro esperienze missionarie. Alle 18.30 sarà celebrata la S.Messa, mentre alle 19.30 è previsto il buffet. Nel dopocena, alle 21, spazio alle danze dei popoli a cura di Gabriella Neri.Coinvolgenti le testimonianze dei ragazzi della diocesi. Valeria, Chiara, Erica, Luana e Samuele sono stati in Africa, Tanzania e Congo; Laura, Francesco, Alessia, Luca in Bolivia, impegnati in un orfanotrofio dove ci sono molti bambini che, oltre alla fame, hanno bisogno di affetto; Maria Grazia e Francesca hanno lavorato in Albania nella missione della diocesi curata da monsignor Giancarlo Rapaccini.Non mancano le coppie di adulti che hanno fatto la loro parte: in Albania sono andati Rosanna e Angelo, in Africa Sestilio e Zelinda. Inoltre un consistente numero di persone del gruppo di Montevarchi si reca ogni anno in Tanzania in estate e a Natale. Una singolare esperienza è stata fatta da Liana e Mario, che già molte volte erano stati in Africa: in agosto si sono recati in Tanzania per festeggiare il 40° anniversario di matrimonio. E non lo hanno fatto da soli, perché altre coppie tanzaniane si sono unite a loro per festeggiare l’anniversario di nozze. Un segno di comunione e di fede veramente grande.Il programma dell’Ottobre missionario proseguirà con la serata di venerdì 24 ottobre, alle 21, sempre nei locali della parrocchia di Pescaiola dove si svolgerà l’incontro con la giornalista di Mondo e Missione Anna Pozzi che parlerà di «Africa: fascino e miseria di un continente». In concomitanza sarà possibile visitare la mostra dal titolo «Mai più schiave», frutto di un reportage della giornalista sul traffico delle donne nigeriane. La mostra sarà a Pescaiola dal 24 al 26 ottobre e poi si sposterà nella galleria Cesalpino dal 27 ottobre al 2 novembre.

Veglia di preghiera con le Carmelitane

Una veglia di preghiera in occasione della Giornata missionaria mondiale e della beatificazione dei coniugi Martin, genitori di Santa Teresa di Lisieux, patrona dei missionari. Ad organizzare la serata sono le Carmelitane scalze di Arezzo, in collaborazione con il seminario vescovile. L’appuntamento è fissato per domenica 19 ottobre alle 21.15 presso la cappella del monastero di Santa Teresa Margherita, in via Redi ad Arezzo. La beatificazione di Luigi e Zelia Martin avverrà proprio domenica 19, nella cittadina francese di Lisieux. Ai due coniugi è stato attribuito un miracolo risalente al 2003 quando un bambino nato a Milano con gravi problemi di respirazione guarì dopo che i genitori avevano invocato proprio l’aiuto di Luigi e Zelia Martin.