Toscana
IRAQ, A KIRKUK NATALE DI PREGHIERA MA SENZA FESTE. MESSAGGIO DEI LEADER CRISTIANI
A nome dei capi religiosi cristiani di Kerkuk, Mons. Sako scrive: Oggi la situazione in Iraq è molto dolorosa, è motivi di questo dolore sono noti a tutti. Mentre vediamo attorno a noi morte e distruzione, riteniamo di dover fare di tutto, pur accettando la nostra storia di sofferenza, per uscire da questa situazione. Occorre mettere al primo posto la pace dell’ Iraq e l’unità del popolo iracheno. Dobbiamo unirci tutti, arabi, turchi, cristiani, musulmani e seguaci di altre fedi per dialogare e rigettare la violenza che porta morte e rovina nel paese. Questo è il momento di dialogare, di mostrare la nostra responsabilità umana per assicurare al paese un futuro pieno di pace, giustizia e fraternità.
Il testo continua. Noi, capi religiosi cristiani di Kerkuk, ci sentiamo investiti della responsabilità di cooperare all’armonia e al benessere della nostra terra. Non parliamo sulla base di interessi di parte, ma siamo desiderosi di pace e carità: deploriamo per questo gli attacchi contro le moschee a Falluja, Najaf e Mosul nonché gli attentati contro le chiese a Baghdad e Mosul. Ribadiamo la nostra condanna contro la profanazione dei luoghi santi di qualsiasi religione.
Il messaggio parla anche della situazione dei cristiani: Mettere bombe nelle nostre chiese e intimidire il nostro popolo non risolverà i problemi dell’Iraq. Noi cristiani abbiamo avuto tante vittime nella guerra e ci siamo sacrificati insieme con i nostri fratelli iracheni: le forze violente che vogliono obbligare i cristiani a lasciare il paese non fanno il bene dell’Iraq. (FIDES)