Toscana
IRAQ, DOMENICA DI SANGUE CON 70 MORTI. ATTENTATI CONTRO GLI SCIITI
Quella di ieri è stata una delle domeniche più cruente dalla fine ufficiale delle operazioni di guerra in Iraq, con una settantina di persone uccise, per lo più civili iracheni inermi, ed altre 150 ferite, in due attacchi contro gli sciiti «rei» di marciare compatti verso le elezioni del 30 gennaio. Intanto a Baghdad, sembra senza vittime, veniva presa a colpi di mortaio anche una moschea sunnita; in viale Haifa, una strada del centro venivano invece uccisi, con una spettacolare esecuzione pubblica, tre dei 130 mila dipendenti assunti dalla commissione elettorale’ che sta preparando la consultazione prevista per il 30 gennaio; qualcun altro veniva assassinato al nord e da qualche altra parte si parlava di un ennesimo sabotaggio di un oleodotto. Sempre che le cronache non omettano qualcosa.
Nella città sciita di Kerbala l’autobomba è esplosa alle 13,15 ora locale (le 11,15 in Italia) nei pressi della moschea Imam Abbas, causando 14 morti e 57 feriti. Sembra che il kamikaze a bordo dell’auto imbottita di esplosivo avrebbe avuto come obiettivo l’accademia di polizia di Kerbala, ma, a causa dei posti di blocco, si sarebbe fatto saltare in aria prima.
Dopo un paio d’ore un’autobomba è esplosa in un’altra città sciita, Najaf, a un centinaio di metri dal mausoleo di Ali. Il bilancio è da carneficina: 48 morti e 90 feriti secondo fonti ospedaliere.
Nel mirino dei ribelli oggi sono finiti poi anche tre membri della commissione elettorale. I tre sono stati uccisi in un agguato a Baghdad. I tre si trovavano a bordo di un’auto in Haifa street quando un gruppo di ribelli ha attaccato il veicolo, riuscendo a dileguarsi prima dell’arrivo delle truppe americane.
Sempre dal paese mediorientale la notizia che i corpi di cinque guardie di sicurezza turche, uccise in un agguato a Mosul due giorni fa, sono stati consegnati alle autorità di Ankara. Gli agenti erano in viaggio verso Baghdad, dove avrebbero dovuto lavorare come addetti alla sicurezza dell’ambasciata turca, quando sono stati attaccati dagli insorti a Mosul, nel nord dell’Iraq.
Infine altri ostaggi sono stati mostrati in un video trasmesso da Al Jazeera e al Arabiya. Si tratta di dieci cittadini iracheni minacciati di morte se la compagnia americana per la quale lavorano, la Sandi Group, non sospenderà tutte le attività in Iraq. Gli uomini armati e dal volto coperto che si vedono nel filmato affermano di appartenere a tre brigate finora sconosciute, l’Esercito dei Mujahidin, le Brigate Bandiera Nera e le Brigate Mutassim Bellah.