Toscana

IRAQ, HA GIURATO NUOVO GOVERNO, MA MANCANO ANCORA DA ASSEGNARE CINQUE MINISTERI-CHIAVE

I ministri del nuovo governo iracheno presieduto da Ibrahim al Jaafari hanno giurato questo pomeriggio a Baghdad in una solenne cerimonia organizzata nella cosiddetta ‘Zona verde’, nel cuore della capitale, tra imponenti misure di sicurezza. Mancavano tuttavia all’appello i titolari di cinque dicasteri-chiave (Difesa, Petrolio, Elettricità, Industria e Diritti umani, per ora assegnati ad interim) e uno dei quattro vice-premier, ancora da nominare. È stato proprio Jafari (sciita) a pronunciare per primo la formula, alla presenza del presidente Jaalal Talabani (curdo): “Nel nome di Dio clemente e misericordioso, giuro davanti all’altissimo di svolgere le mie funzioni con impegno e fedeltà, e di preservare l’indipendenza, la sovranità, l’integrità e le risorse dell’Iraq, di vegliare sugli interessi del popolo e applicare la legge con rettitudine ed equanimità. Dio è testimone di ciò che dico”.

Fonti giornalistiche locali hanno riferito che la cerimonia è stata disertata da molti degli esponenti sunniti di cui si era parlato come possibili nuovi ministri, oltre che dal vice-presidente Ghazi Al Yawar. La giornata si era aperta con l’annuncio, da parte delle forze statunitensi, dell’uccisione di 12 ribelli presumibilmente collegati alla rete di Abu Musab al Zarqawi – considerato il capo di al-Qaida in Iraq – nei pressi della città di al-Qaim, alla frontiera con la Siria. La notizia è stata smentita nelle ore successive da un comunicato diffuso via Internet, la cui autenticità non è però verificabile.

Sempre le forze armate americane hanno riferito nel pomeriggio di un attacco ad un posto di blocco controllato da soldati iracheni e americani a Ramadi, capoluogo della provincia di al-Anbar, 110 chilometri a ovest di Baghdad. Quindici le vittime: secondo gli Usa si tratterebbe di 12 ribelli, due civili e un soldato iracheno. Intanto, è atteso a Baghdad l’arrivo di una ‘task force’ australiana incaricata di coordinare le operazioni per liberare Douglas Wood, ingegnere australiano il cui sequestro era stato annunciato domenica scorsa da una sigla finora sconosciuta – lo ‘Shura Council of the Mujahedeen of Iraq – in un video pervenuto ad alcuni organi di stampa.Misna