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IRAQ, PATRIARCA BAGHDAD: IRACHENI ALLO STREMO. DOPO SHARM EL SHEIKH SEGUANO FATTI CONCRETI

“Le condizioni del Paese sono terribili. La popolazione irachena è stremata. Di parole ne abbiamo ascoltate tante, adesso è giunto il momento di vedere i fatti concreti”. E’ il commento, rilasciato al Sir dal patriarca caldeo di Baghdad, Emanuele III Delly, alla conferenza internazionale sull’Iraq, in corso a Sharm El Sheikh (Egitto), subito dopo la notizia dell’approvazione della dichiarazione finale, data dal ministro degli Esteri egiziano Ahmad Abul Gheit. “Non conosco ancora i contenuti del documento finale – ha detto Delly – ma quello che so è che la popolazione è giunta ormai allo stremo. Per questo benediciamo tutti gli sforzi e i tentativi che portano alla pace, alla sicurezza e alla riconciliazione nel nostro Paese. Qualsiasi decisione, assunta a Sharm, volta al bene dell’Iraq noi l’accettiamo”.

“Nelle condizioni in cui ci troviamo – ha aggiunto – non possiamo fare altro che pregare Iddio perché illumini le menti di coloro che vogliono impegnarsi per la pace, americani, inglesi, italiani, francesi, iracheni e di ogni altra provenienza. Questo è il nostro dovere”. Il patriarca non ha mancato di soffermarsi sulle prossime elezioni previste il 30 gennaio: “fino ad ora, mi pare di poter dire, che siamo ancora in alto mare. Non sono in grado di dire se questo sarà possibile. Se queste elezioni sono per il bene del Paese incoraggeremo il voto. Resta la grande incognita della sicurezza”.

Relativamente ai recenti fatti di violenza che hanno visto la comunità cristiana irachena vittima di fazioni integraliste, mons. Delly ha ribadito: “Non facciamo distinzioni tra cristiani e musulmani. La bomba quando viene sganciata, cade su tutti, indistintamente. Ciò che accade a me, accade anche al mio fratello musulmano e viceversa. Siamo in un tunnel lungo e buio – ha concluso – Speriamo che questa conferenza di Sharm riesca finalmente a portare un po’ di luce”.Sir