Toscana

IRAQ, SPOSTATE AL 30 GENNAIO LE POSSIBILI ELEZIONI

Si dovrebbero svolgere il 30 e non più il 27 gennaio 2005 le elezioni generali in Iraq: lo ha deciso la commissione elettorale irachena, sostituendo dunque con una domenica il preventivato giovedì. La decisione, ha dichiarato il portavoce della stessa commissione, Farid Ayar, è stata presa per non meglio precisati “motivi di sicurezza”, in pieno accordo con il primo ministro ad interim Iyad Allawi, che per primo alcuni giorni fa aveva indicato la data del 27 gennaio. Il portavoce della commissione, invece, ha recisamente smentito l’esistenza di presunte pressioni esercitate dalle Nazioni Unite, attraverso l’inviato speciale dell’Onu Lakhdar Brahimi, per far slittare oltre gennaio la data delle consultazioni elettorali, a causa del clima di violenza ed insicurezza che continua a regnare nell’ex-Paese di Saddam Hussein.

La giornata di ieri non è stata delle più incoraggianti: a Kirkuk, nella zona petrolifera settentrionale, un nuovo attentato ha causato l’incendio di un pozzo petrolifero, portando a sei il totale degli impianti danneggiati e incendiati nella zona; a Latifiyah, roccaforte sunnita a sud della capitale Baghdad, si sono sviluppati gravi scontri tra resistenza locale e forze armate statunitensi, con attacchi soprattutto concentrati contro strutture viarie o dell’alta tensione, forse anche allo scopo di nutrire i sentimenti anti-americani della popolazione ; sempre nella stessa località sarebbero stati ritrovati i corpi di 27 uomini e 3 donne in stato di decomposizione, sulla cui uccisione non ci sarebbero per ora ipotesi. Vicino Baiji, 200 chilometri a nord di Baghdad due camionisti turchi, tra i numerosi che operano nella zona, sono stati assassinati a colpi d’arma da fuoco da sconosciuti; a Ramadi, a ovest della capitale, sono stati invece uccisi 9 uomini della guardia nazionale irachena, mentre altri 17 sono rimasti feriti, nel corso di un assalto contro una caserma. Due buone notizie: secondo l’emittente satellitare araba ‘al Arabiya’, il cugino del primo ministro Allawi, Ghazi Allawi, 75 anni, rapito lo scorso 10 novembre insieme ad altri due familiari del capo del governo ad interim, sarebbe stato rilasciato (gli altri due parenti, due donne, erano state invece liberate una settimana fa); a Nassirya cresima di gruppo per 37 militari italiani, impartita dall’arcivescovo di Bassora, monsignor Gabriel Kassab, massima autorità religiosa caldea irachena, in uno Ziqqurat, antico tempio sumero, risalente a circa 4.000 anni fa, vicino all’aeroporto di Tallil.Misna