Toscana

IRAQ, ULEMA SUNNITI BOCCIANO COSTITUZIONE, ATTACCHI E VITTIME IN TUTTO IL PAESE

Il Parlamento del Kurdistan iracheno ha approvato all’unanimità la bozza della nuova Costituzione, che dovrebbe essere votata oggi dal Parlamento di Baghdad, su richiesta di Massud Barzani, capo storico della guerriglia e attuale presidente dell’omonima regione autonoma. I curdi, come gli sciiti, sono d’accordo sulla creazione di uno Stato federale, previsto dalla nuova Carta nazionale, uno dei punti-chiave del testo ancora osteggiati dai sunniti che temono un’iniqua distribuzione dei proventi delle risorse naturali, soprattutto petrolifere, concentrate nel nord curdo e nel sud sciita.

È stato ieri il Comitato degli Ulema, principale associazione dei religiosi sunniti, a rilanciare le critiche contro la bozza della nuova Costituzione sostenendo che “porterà alla spaccatura del Paese e a una sua esplosione (…), cancellerà l’identità nazionale e dilapiderà le sue ricchezze”. Secondo una nota del Comitato “il fallimento (della nuova Costituzione, ndr) si ripercuoterà sull’amministrazione americana che ha patrocinato questa operazione, intervenendovi in maniera flagrante quando si è resa conto della crisi in cui era precipitata”; gli Usa sono stati esortati a “a mettere fine alla loro occupazione e a trasferire il dossier alle Nazioni Unite (…) in modo da permettere agli iracheni di elaborare la loro costituzione in tutta libertà e senza alcuna ingerenza”.

Anche ieri la giornata in Iraq ha registrato nuove vittime: un gruppo di ribelli ha attaccato alcuni posti di controllo della polizia a Baghdad, scatenando una battaglia urbana nei quartieri di Ghazaliya e di Hay al-Jamia dove gli scontri sono stati preceduti dall’esplosione di un’autobomba al passaggio di un convoglio militare statunitense. Incerto il bilancio: alcune fonti parlano di sei vittime, altre di almeno 15 morti e una sessantina di feriti.

Già nella mattinata la capitale era stata teatro di un fallito attentato contro un sottosegretario alla Giustizia, il curdo Busho Ibrahim, in cui erano state uccise le sue quattro guardie del corpo. Nel resto del Paese le vittime sarebbero almeno una quindicina a causa di attacchi avvenuti a Tikrit, ex-‘feudo’ di Saddam Hussein, a Sharra, a nord di Baghdad, e Baiji a 200 chilometri dalla capitale.Fonte: Misna