La Santa Sede e la nostra Conferenza episcopale hanno espresso ripetutamente gravi preoccupazioni sull’intervento militare in Iraq e le imprevedibili e incontrollabili conseguenze negative dell’invasione e dell’occupazione. Ora sostengono un ampio e necessario impegno internazionale per promuovere la stabilità e la ricostruzione in Iraq: lo affermano i 295 vescovi statunitensi in un documento diffuso da Baltimora intitolato Appello per il dialogo e l’azione sulla transizione responsabile in Iraq, firmato dal vescovo di Spokane e presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, monsignor William S. Skylstad. I presuli deplorano che dalla loro ultima assemblea, nel gennaio scorso, la situazione nel paese mediorientale si è aggravata: L’aumento delle violenze confessionali e dell’insicurezza hanno reso una transizione responsabile’ ancora più urgente. La ricerca di una giustizia e una pace vere esige un’urgenza etica, un dialogo sostanziale e nuove strade prosegue la nota che aggiunge: L’amministrazione e il nuovo Parlamento (Congresso, a maggioranza democratica dopo le recenti elezioni di mezzo termine, ndr) hanno bisogno di intraprendere un dialogo costruttivo che valuti onestamente la situazione in Iraq, riconosca le difficoltà incontrate e gli errori, prenda atto dei progressi positivi (ad esempio l’ampia partecipazione alle elezioni) e pervenga ad un accordo su tappe concrete per trovare una soluzione. Riguardo alla permanenza delle truppe americane in Iraq, a giudizio dei vescovi dovrebbero restare solo fino a quando la loro presenza contribuisca a una transizione responsabile: per raggiungerla, è necessario garantire adeguati livelli di sicurezza, frenare gli omicidi ingiustificati, gli indifendibili attacchi terroristi e la violenza settaria; rafforzare la legge di base, promuovere la ricostruzione economica per iniziare a creare lavoro e opportunità per gli iracheni, sostenere lo sviluppo progressivo di istituzioni politiche e soluzioni che promuovano la stabilità, la partecipazione politica, il rispetto della libertà religiosa e dei diritti umani.Misna