Dossier
La Torre di Pisa rappresenterà l’Italia nel mondo
La medaglia è stata realizzata dal professor Antonio Fascetti. Copie in omaggio sono state offerte al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e al direttore generale dell’Unesco Koichiro Matura nella sede Unesco di Parigi. Dall’incontro col club Unesco anche una proposta: l’estensione del riconoscimento di patrimonio dell’umanità anche alla basilica di San Piero a Grado, dove tradizione vuole sia sbarcato l’apostolo Pietro in viaggio verso Roma.
Il recupero si attesta intorno all’11% dello strapiombo complessivo (prima della cura era di quattro metri): la torre è e resterà pendente… tentare di raddrizzarla troppo l’avrebbe forse messa a rischio e, di sicuro, avrebbe allontanato i turisti da Pisa.
L’altezza della fabbrica dalle fondazioni alla cella campanaria è di circa 60 metri.
Il masso di fondazione di forma anulare ha un diametro esterno di 19.6 metri.
La Torre ha un peso proprio di circa 14.500 tonnellate.
Ha la forma di un cilindro cavo costituito da due pareti concentriche in blocchi di marmo che contengono un nucleo di inerti e malta.
Una scala elicoidale all’interno del corpo cilindrico consente di accedere ai piani dei loggiati e raggiungere la cima della torre.
Lo spessore del muro al primo livello è di 4.1 metri. Ai livelli superiori è di 2.7 metri.
La settima cornice sporge rispetto alla prima di oltre 4 metri.
La costruzione della Torre fu realizzata in un arco di tempo di circa 200 anni.
La vicenda della fabbrica, documentata solo in parte, è stata ricostruita sulla base di fonti indirette.
Il lavoro alle fondazioni iniziò il 9 agosto 1173.
Il terzo ordine era stato appena costruito quando, nel 1178 circa, i lavori furono sospesi.
Intorno all’anno 1272 la costruzione fu ripresa per essere nuovamente interrotta, al livello della settima cornice, nel 1278 circa.
La costruzione della cella campanaria (8° ordine) iniziò intorno al 1360 e fu completata circa 10 anni dopo.
La Torre ha subito un cedimento verticale di circa 2.80 metri a causa della natura cedevole del terreno. Il catino alla base è stato realizzato nel 1838 per portare alla luce le basi delle colonne sommerse dal terreno.