Toscana

LAVORO, CONTROLLI SU 117 AZIENDE CINESI, 95% IRREGOLARI; MOLTE IN TOSCANA

Lavoratori, anche minorenni, costretti a dormire in spazi annessi o interni ai laboratori e alle fabbriche, anche in presenza di sostanze tossiche; condizioni igieniche insostenibili, turni di lavoro lunghissimi. L’operazione “Marco Polo 2”, realizzata in tutta Italia contro il lavoro nero soprattutto cinese, in Toscana ha messo in luce una situazione diffusa di irregolarità. Sono 117 le aziende, in prevalenza del settore manifatturiero e tessile, controllate, tra il 7 e il 18 novembre scorso, in tre province: Firenze, Pistoia e Prato. 111, ovvero il 95% di esse, sono risultate irregolari. I particolari dell’operazione in Toscana sono stati illustrati oggi dai carabinieri.

Otto le regioni in cui si sono svolti i controlli con 225 aziende interessate. La Toscana ha avuto un ruolo di rilievo – hanno spiegato i carabinieri – sia per numero di imprese controllate (oltre il 50%), sia per le infrazioni riscontrate. Dei 617 lavoratori impiegati nelle 117 aziende, tutti di nazionalità cinese, 525 (l’85%) sono risultati irregolarmente occupati. Tra i lavoratori irregolari, 164 (31%) erano sprovvisti del permesso di soggiorno e tra loro c’era anche un minore, di età tra i 14 e i 18 anni. Il 69% degli irregolari (361 persone), tra cui 10 minori, era fuori norma rispetto alla legislazione sul lavoro e a quella sociale.

L’operazione è stata coordinata dalla Direzione regionale del Lavoro, d’intesa con le direzioni regionali dell’Inps, dell’Inail, del comando Nucleo carabinieri presso il ministero del Lavoro, nonché con i direttori delle Direzioni Provinciali del Lavoro e dei carabinieri. Sono stati impegnati nei controlli 14 ispettori del Lavoro, 12 ispettori degli enti previdenziali, 17 militari del Nucleo carabinieri presso le direzioni provinciali del Lavoro e 180 carabinieri dell’ arma territoriale.

Il bilancio dell’operazione in Toscana è di 316 provvedimenti penali per inosservanze in materia di lavoro notturno, lavoro minorile, visite mediche preventive, occupazione clandestina e favoreggiamento. In violazione della legge Bossi-Fini sull’immigrazione sono state arrestate 25 persone, 21 dei quali per inottemperanza al provvedimento di espulsione e 4 per favoreggiamento della permanenza di extracomunitari clandestini sul territorio italiano. Inoltre, sono stati contestati 3.579 provvedimenti amministrativi, emesse sanzioni per 411.684 euro e recuperati contributi e premi per complessivi 869.002 euro. Diverse, secondo quanto riferito dai carabinieri, le tipologie di violazioni nelle tre province.

“A Pistoia e Prato – hanno spiegato – sono state riscontrati più casi di clandestinità. A Firenze, è meno forte l’ incidenza di lavoratori clandestini ma sono più frequenti i casi di carenze igienico-sanitarie”. L’ operazione, hanno spiegato i militari, è stata preceduta da un’ attività di intelligence volta a pianificare ed individuare gli obbiettivi strategici. I controlli, nelle province di Prato e Pistoia, hanno preso di mira alcune aziende che nel maggio scorso erano già state visitate dai carabinieri. Ma – spiegano i militari – sono state riscontrate “persistenti situazioni di irregolarità”. (ANSA).