TSD
Le radici dell’Est – L’Ungheria tra presente e passato
Se c’è un oggetto che più di tutte sentetizza la storia e la cultura ungherese, questa è la corona d’oro e pietre preziose che papa Silvestro II inviò a Stefano riconoscendolo così ufficialmente come il primo re cristiano d’Ungheria. Oggi è conservata nel palazzo del parlamento ungherese
L’immagine di quella corona riaffiora in ogni bandiera, in ogni vessillo della terra magiara, simbolo dell’orgoglio di un popolo.
Il legame forte, viscerale con la propria identità, con la propria storia è qualcosa che si respira in ogni angolo della capitale Budapest.
Infine, l’Ungheria della dominazione comunista. Una dominazione contro la quale il popolo ungherese scende in piazza nel 1956, innescando l’intervento dell’Armata rossa che porta alla morte di 3mila persone.
L’Ungheria di oggi, guidata dal controverso presidente Orban, guarda ancora con estrema fierezza alle proprie radici, alla propria corona sopravvissuta ai drammi della storia.
Ma l’Ungheria di oggi è un paese che sembra nascondere sotto l’immagine di popolo fiero, paura e inquietudine.
E così mentre si sancisce nel Preambolo alla nuova costituzione voluta dallo stesso Orban, il ruolo centrale del Cristianesimo nella vita della nazione, dall’altra si erigono muri contro i migranti dimenticando quanto il patrono Stefano scriveva più di mille anni fa: “Gli ospiti e gli stranieri devono occupare un posto nel tuo regno”.