E’ Prato la città italiana con le scuole migliori dal punto di vista della sicurezza degli immobili e della qualità dei servizi offerti agli studenti. E’ il risultato di Ecosistema Scuola 2007, il rapporto annuale di Legambiente sull’edilizia e sui servizi scolastici nel nostro Paese, presentato oggi in conferenza stampa a Roma. Nella classifica che mette in fila i 103 capoluoghi di provincia, raggiungono l’eccellenza anche Asti, Parma, Bergamo, Biella, Forlì, Livorno, Macerata e Siena. Un exploit dei Comuni del nord e del centro, anche se, tra i Comuni del sud, si piazza bene Vibo Valentia (15ma) e nella prima metà della classifica trovano posto anche Cosenza e Caltanissetta, rispettivamente al 31/o e al 41/o posto. Tra le grandi città, Milano – che lo scorso anno non aveva inviato i dati – conquista l’11/ posto, seguita da Roma al 16/ e da Torino al 36/o. Palermo è solo 72ma, mentre Piacenza consegna al centro-nord l’ultimo posto. Napoli, Venezia e Bologna ottengono la bocciatura per non aver inviato alcun dato. Prato vince per il secondo anno consecutivo grazie a un buon livello di raccolta differenziata dei rifiuti e alla cura e manutenzione degli immobili, la maggior parte delle scuole ha certificati di agibilità statica ed è a norma dal punto di vista igienico-sanitario e degli impianti elettrici. Asti si piazza al secondo posto per il cibo biologico servito nelle mense, per la dotazione di verde degli edifici e per l’eccellente raccolta differenziata. A Parma (terza) tutte le scuole hanno il servizio scuolabus e un giardino in cui fare attività sportiva all’aperto. Ecco la classifica di Legambiente: 1) Prato (70,45%) 2) Asti (69,56%) 3) Parma (65,22%) 4) Bergamo (64,93%) 5) Biella (64,12%) 6) Forlì (64,04%) 7) Livorno (60,96%) 8) Macerata (60,80%) 9) Siena (60,24%) 10) Ravenna (59,91%) 11) Milano (58,81%) 16) Roma (51,26%) 25) Firenze (47,99%) 36) Torino (42,47%) 72) Palermo (13,87%) 74) Genova (12,66%) Tra i bocciati (perché non hanno inviato alcun dato) ci sono: Bologna, L’Aquila, Napoli, Pescara, Trieste e Venezia. (ANSA). In generale il patrimonio immobiliare delle scuole italiane è vecchio: il 54% degli edifici è stato costruito prima del 1974 (anno in cui la legge ha definito i criteri di edilizia antisismica), oltre un terzo ha urgente bisogno di interventi di manutenzione straordinaria, il 66% non ha il certificato di prevenzione incendi, mentre il 38% non possiede quello di agibilità statica. Il che significa che più del 50% delle scuole è esposto a rischi. E’ pur vero, rileva però Legambiente, che si “registra qualche timido segnale di rinnovata attenzione”: “Lo stanziamento in finanziaria di 250 milioni di euro per il prossimo triennio – ha detto Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente – è una novità importante. Come pure il patto di sicurezza previsto tra Stato, Regioni ed Enti locali che dovrebbe garantire la migliore destinazione di questi fondi per il risanamento del patrimonio edilizio scolastico del nostro Paese. Con il piano messo a punto dal Ministero delle Attività Produttive, in accordo con la Pubblica Istruzione, d’ora in poi anche le scuole avranno incentivi e sgravi fiscali per l’installazione di impianti fotovoltaici. Occorre un maggiore impegno perché non siano più luoghi di spreco, ma funzionino da esempio e modello per tutto il territorio”. L’analisi di Legambiente evidenzia elementi di criticità: sul fronte sanitario, ad esempio, esistono ancora scuole con costruzioni in amianto, anche se la situazione dall’inizio degli anni Novanta è maggiormente sotto controllo. L’indagine rileva però un pericoloso calo di attenzione al problema, mentre on esiste invece alcuna normativa per misurare la presenza di radon, gas radioattivo cancerogeno per l’uomo. Circa il 10% degli edifici si trova a meno di un chilometro da aree industriali o da antenne radiotelevisive, il 6% da elettrodotti ad alta tensione. (ANSA).