Ancora una bella festa per un centenario della Valdambra. È Ligio Livi che domenica scorsa ha voluto riunire, in un ristorante della zona, familiari, amici e compaesani per brindare insieme in occasione del compleanno. Il parroco, don Pierluigi Cetoloni, e il sindaco di Bucine, Sauro Testi, erano fra gli invitati. Ligio ha chiuso la sua attività lavorativa solo da pochi anni. È lui stesso a raccontare come, finita la guerra, istallò moderni macchinari per eseguire mobili e finestre. Quando divenne ragazzo di bottega per imparare il mestiere del padre, andò a lezione da don Geroboamo per completare la sua cultura e ha fatto di tutto, sempre presente dove serviva un aiuto. Quando arrivò il cinema, lui era l’operatore del proiettore. È stato cornettista fin dagli albori della Filarmonica. La sua falegnameria è nella via centrale di Ambra e, quando le gambe hanno cominciato a cedere, ha dovuto lasciare a malincuore il lavoro. Oggi vive a Montevarchi con la sorella Luigina di 96 anni, vedova del professore Elio Scala, insegnate, poeta e scrittore che nel 1996 vide pubblicato dal comune di Bucine e dalla società Filarmonica una raccolta di scritti dal titolo «I luoghi della memoria e del cuore». Nel testo racconta la vita in Valdambra negli anni passati dove la gente «non è mai stata oziosa o parassita». E Ligio è uno di questi. Il sindaco gli ha consegnato a nome del comune una targa di benemerenza e ha sottolineato come oggi ci si vergogni a pronunciare la parola «vecchio» mentre dobbiamo essere orgogliosi di quello che gli anziani ci danno. La banca musicale della Valdarmbra ha accolto Ligio al suo arrivo al ristorante e ha eseguito brani durante il pranzo. E il maestro Cerri Vestri ha dedicato al festeggiato poesie e stornelli. Auguri festosi sono stati rivolti anche al sindaco che festeggiava pure il suo compleanno.Gaby Oppi Ferretti