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Lucignano, 18enne uccide il padre: “Ho fatto quello che dovevo”

“Sono Giacomo Ciriello. Venite, ho ucciso il mio babbo”: così, nella notte tra domenica e lunedì, un 18enne di Lucignano ha avvisato il 112 dell’omicidio appena compiuto. La tragedia si è consumata intorno alle 24, nella villetta isolata dove i due vivevano: Raffaele Ciriello, 51 anni, di professione fabbro, stava rientrando a casa quando si è trovato di fronte il figlio Giacomo, 18 anni compiuti lo scorso dicembre, che imbracciava il fucile da caccia del padre, una doppietta calibro 12. È stato un attimo: il colpo è partito è ha colpito il 51enne al volto, uccidendolo all’istante. Subito dopo il giovane ha preso il telefono e chiamato i carabinieri. Sono stati loro a trovarlo poco dopo nel cortile di casa, mani alzate, in attesa di essere arrestato. Più tardi, durante l’interrogatorio nella caserma di Lucignano e poi in quella di Cortona, il ragazzo – che è sempre rimasto lucido – ha dichiarato agli inquirenti: “Ho fatto quello che dovevo”. La decisione di uccidere il padre sarebbe seguita ad un litigio, avvenuto poche ore prima.Servizio di Beatrice Bertozzi. TSD Notizie del 27 febbraio 2017.