Ha scritto Ehrenberg che la sofferenza di oggi scaturisce dalla sovrabbondanza di possibilità piuttosto che da un eccesso di divieti, come in passato. L’opposizione tra possibile/Impossibile sostituisce quella consentito/proibito. Ci dà l’illusione che “impossibile” sia uno stato delle cose provvisorio, che la potenza della tecnologia e la disponibilità di risorse materiale riescono gradualmente a trasformare in possibile. Ma quale è il criterio per distinguere nel possibile ciòche è anche auspicabile? Esiste un discrimine tra la pura capacità di desiderare qualcosa e laconsapevolezza di cosa sia davvero desiderabile? Nel 1972 Toffler pubblicava Shock of the Future, un libro che ebbe un notevole successo. Il futuro — che di fatto è già presente — permette un uso del tempo mai prima pensabile. Ma che uso ne facciamo? Sostiene Toffler che le imprese sottopongono fin dall’infanzia a omologazione i potenziali clienti per tutto l’arco di vita da consumatori. “Mappe” propone un brando di una importante intervista del 1968 a Max Horkheimer. In essa il filosofo della Scuola di Francoforte mostra come il tempo dei lavoratori nel capitalismo dell’Ottocento fosse monopolizzato dalla fabbrica: 10/12 ore al giorno. Oggi nel mondo occidentale non è più così. Ma che ne è di questo tempo “liberato”? È davvero tempo “libero” come diciamo comunemente? Nel suolo L’uomo è antiquato Anders, Günther ci offre alcuni sospetti in proposito.Mentre ci viene proposto un universo di merci, va ricordato che il nostro essere ha bisogno disignificati, di cultura, di quelli che Marc Augè (Futuro) chiama “fari” riprendo la poesia dallostesso titolo pubblicata da Baudelaire ne I fiori del male. “Fari” sono ad esempio i grandipittori: “È un grido ripetuto da mille sentinelle… è un faro che arde su mille cittadelle… Perché Signore la prova migliore/ che noi possiamo offrire della nostra dignità/ è questo ardentesingulto che si propaga da un secolo all’altro/ per poi spegnersi alla riva della vostra eternità”.Infine Gombrich, uno storico dell’arte che ha il coraggio di scrivere una Breve storia delmondo, nella quale mette in evidenza il cambiamento demografico — primo generatore difuturo, e al quale spesso non pensiamo.